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Lettera del Sindaco Manna ai Presidenti Conte e Santelli
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La dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria su tutto il territorio nazionale a seguito del rischio di contagio da COVID-19 a cui sono seguiti una serie di provvedimenti governativi d’urgenza e, tra questi, l’ultimo Decreto Legge recante misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per le famiglie, i lavoratori e le imprese, pur cercando di contenere, in modo encomiabile e condivisibile, il rischio epidemiologico e tentare di dare un primo e immediato aiuto all’economia nazionale, non prevede ancora forme incisive di aiuto per gli enti locali, molti dei quali si trovano, nella nostra regione, in uno stato di profonda crisi finanziaria con procedure di dissesto e pre-dissesto in corso di svolgimento.

Le ricadute, tutt’altro che ipotetiche, che questo stato emergenziale avrà sui nostri territori e sull’economia locale saranno devastanti per le attività economiche e di riflesso per i Comuni, in termini di minori riscossioni e di diminuzione del gettito fiscale e, quindi, delle entrate correnti, alcune delle quali, come la tassa rifiuti, a copertura di servizi essenziali, con il rischio, nemmeno così remoto, di determinare l’impossibilità, nel 2020, di assicurare i servizi indispensabili alle comunità amministrate.

Tutto ciò, ovviamente, si ripercuoterà sulla tenuta degli equilibri di bilancio dell’ente che, senza un reale sostegno finanziario, non potrà certo garantire la continuità amministrativa finora assicurata nonostante il ricorso, nel 2013, alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale.

Limitare l’aiuto ai Comuni ad una mini-proroga di un mese per l’approvazione dei bilanci di previsione e dei rendiconti di gestione o alla sola sospensione delle rate in conto capitale dei mutui, peraltro limitata alla esigua quota rappresentata dal quelli del M.E.F., non può certo essere quel sostegno finanziario ed economico in grado di assicurare la tenuta del bilancio, inteso o come bene pubblico in grado di assicurare il regolare svolgimento delle attività e dei servizi pubblici locali fondamentali e incomprimibili.

Il Comune di Rende, come tanti altri enti locali, ha già subito i primi pesantissimi effetti dell’emergenza sanitaria. La riscossione delle entrate proprie è ferma ad un misero 2,8% in conto residui e all’1% in conto competenza, contro un valore medio del 10-11% degli ultimi anni.

A ciò si aggiunge la sospensione dei termini di versamento dei tributi, peraltro più che necessaria in questo momento storico, che difficilmente potrà determinare una rapida ripresa dei versamenti da parte dei contribuenti al termine del periodo di moratoria, con tutti le ovvie e intuibili conseguenze sulla finanza locale non solo di Rende ma di tutta la regione Calabria, che porterà effetti indotti e spill-overs che, oggi, possono essere solo stimati per difetto.

I continui tagli orizzontali, subiti dagli enti locali negli ultimi anni, accompagnati da drastiche riduzioni di personale e di competenze hanno fatto e faranno il resto. Forme di aiuto finanziario e di liquidità, che per il Comune di rende si stimano sugli 8-10 milioni di euro per il solo anno corrente, serviranno a garantire i servizi essenziali coma la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, l’approvvigionamento idrico, i servizi demografici e di stato civile, le funzioni di polizia locale, la manutenzione del patrimonio comunale per non dimenticare i servizi finanziari, del personale, tecnologici e generali adesso quanto mai fondamentali per assicurare una pur minima continuità amministrativa agli utenti.

Per tali motivi chiediamo che in primis la Regione Calabria si faccia carico di tale emergenza, stanziando fondi in favore dei Comuni per far fronte sia ai costi di smaltimento dei rifiuti che a quelli di approvvigionamento idrico, liberando i Comuni da questo peso finanziario che al momento non prevede forme certe di copertura nei bilanci in corso di predisposizione, a causa del calo fisiologico delle entrate correnti, dovuto all’emergenza che stiamo vivendo.

L’eccezionalità della situazione richiede, perciò, un sostegno immediato da parte delle Istituzioni Regionali e Nazionali, altrimenti a breve verrà messa in discussione la stessa funzione e la stessa esistenza dell’istituzione più prossima al cittadino che è il Comune.

In caso contrario al termine di questa fase eccezionale e drammtica si raccoglieranno solo i cocci. La carenza di risorse renderà, infatti, impossibile gestire le funzioni e i servizi fondamentali e indispensabili (acqua, rifiuti, depurazione e fognatura, funzioni delegate, servizi sociali, edilizia scolastica, polizia locale e sicurezza urbana, tutela ambientale, musei, biblioteche, servizi di assistenza scolastica) dove a farne le spese non sarà solo l’ente locale o l’amministratore pubblico ma intere fasce delle popolazione, alcune delle quali, soprattutto al sud, particolarmente fragili ed esposte alla crisi e al crollo del tessuto economico e sociale.

Si chiede, pertanto, un immediato aiuto finanziario anche per gli enti che si trovano in condizioni di risanamento finanziario, magari prevedendo fondi rotativi ad hoc come hanno fatto in passato alcune regioni limitrofe (vedi la regione Basilicata), e l’apertura di un tavolo inter-istituzionale, in modo che attraverso un confronto leale, costruttivo e collaborativo tra le istituzioni tutte si possa superare questo particolare e delicatissimo momento nella vita della nostra Nazione e della nostra Regione.

Bisognerebbe evitare che dopo un primo periodo che vede tutti in prima linea, soprattutto il Servizio Sanitario Nazionale e Regionale (che in questo momento ha la priorità assoluta), ne segua poi un altro emergenziale nel quale ci ritroveremo con interi territori, soprattutto al meridione, lasciati a sé stessi in una profonda crisi economica, senza reti di protezione e privi dei servizi minimi indispensabili.

Nel ringraziare Governo e Regione Calabria per quanto stanno facendo, si spera che questa richiesta di aiuto non resti inascoltata ma funga, attraverso l’ANCI regionale e nazionale, da catalizzatore, sicuri che tutti gli amministratori locali, che oggi vivono le stesse difficoltà e preoccupazioni, si facciano portavoce nelle opportune sedi istituzionali e rappresentative delle richieste dei territori e delle autonomie locali.

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