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Sposato: “118 e Guardie mediche problemi irrisolti, ecco le proposte”
28/10/2021
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Il problema del 118 e poi quello delle guardie mediche dislocate anche dove sussistono i presidi ospedalieri. Su queste due importanti tematiche arrivano le proposte di Fausto Sposato, consigliere provinciale di Cosenza. “Ancora oggi ci sono postazioni del 118 che non hanno il medico a bordo oppure ce l'hanno part-time. Ciò detto sarebbe opportuno raggruppare i medici in un'unica postazione con l'auto medica a disposizione e l'ambulanza che, nel frattempo se chiamata, può uscire e poi raggiunta, in tempi brevi , dall'auto medica di supporto. Questo processo avviene già in molte regioni, perché non farlo anche qui?”, si chiede Sposato che è, tra l'altro, anche il presidente degli infermieri cosentini. Non solo: “L’azienda ospedaliera spende circa 500 mila euro annui per le ambulanze. Con queste somme, anziché continuare, perché non acquistare mezzi nuovi e funzionali? Con gli stessi importi si potrebbero acquistare almeno sette mezzi nuovi ogni anno”, l'altra proposta di Sposato.
Capitolo guardie mediche:
“Manca il personale medico e possiamo capire  Cosenza, Rende oppure a Corigliano-Rossano che sono centri importanti ma non comprendiamo il persistere delle guardie mediche anche negli altri centro dove sorgono presidi ospedalieri con PPI o pronto soccorso non sedi di DEA di secondo livello”, afferma il consigliere provinciale che cita, ad esempio, Acri-San Giovanni in Fiore-Trebisacce-Mormanno e via discorrendo. “In questi luoghi, vista l'emergenza, si potrebbe fare a meno della guardia medica cittadina e, contestualmente, dislocare le guardie mediche in territori dello stesso comune o comuni limitrofi dove, invece, diventa vitale la loro presenza ed istituzione. Si intasano gli accessi ai pronto soccorso? Non in queste realtà. Già oggi la maggior parte degli accessi ai pronto soccorso sono inappropriati ed in realtà piccole qualche accesso in più non modificherebbe lo status quo.”spiega Sposato. “Ma, almeno, non si lasciano scoperti territori”, assicura.
Sposato dunque guarda ad un prossimo imminente futuro. “Per la salvaguardia dei cittadini e per una sanità che, altrimenti, continua a cambiare in peggio”, la chiosa. “Ripensando un modello assistenziale con tutti gli attori coinvolti, nessuno escluso”.

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