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Tre Comuni in Calabria chiedono la zona rossa
30/12/2021 |
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01/06/2026
L’Università della Calabria accelera sulla strategia di ...
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01/06/2026
Hanno catturato sguardi, volti, momenti di vita quotidiana ...
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01/06/2026
Un festival che esce dai teatri, attraversa le piazze, abita i ...
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31/05/2026
Negli assoluti, svolti al Centro sportivo Scorpion Health, pronostico ...
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29/04/2026
n data odierna, 29 Aprile 2026, militari del Comando Provinciale ...
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14/04/2026
Cosenza, Consiglio comunale aperto sulla gestione dello stadio San ...
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21/11/2025
Anas ha svolto una simulazione di intervento di soccorso mediante ...
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30/09/2025
Lunedi 29 Settembre si è tenuto presso il Nuovo Cinema San ...
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(Ansa) Misure più stringenti e maggiori controlli per evitare il proliferare di nuovi contagi per Covid, istituendo specifiche "zone rosse". I presidenti dei Consigli comunali di tre centri del crotonese, dove in queste ore si sta registrando un'impennata del numero di positivi, Petilia Policastro, Mesoraca e Roccabernarda, Ferdinando Militerno, Teresa Ferrazzo e Antonio Piro, hanno scritto al Prefetto di Crotone, al Presidente della Regione Calabria ed alle istituzioni locali competenti in materia di ordine pubblico e sanità, chiedendo loro di "intervenire per evitare episodi di assembramento della popolazione, che determinerebbero - affermano - una pericolosa ed ulteriore impennata della curva dei contagi che avrebbe ricadute gravose sui presidi ospedalieri". I tre presidenti dei Consigli comunali rilevano che la situazione "è ancora più grave rispetto a quella ufficialmente documentata in quanto è saltato letteralmente il meccanismo del tracciamento dei contagi a causa dell'utilizzo sempre più diffuso dei tamponi rapidi 'fai da te' venduti in farmacia, che permettono la mancata denuncia all'autorità sanitaria dei positivi al Covid-19". Una situazione che, secondo Militerno, Ferrazzo e Piro, "porta all'Azienda sanitaria provinciale un carico di lavoro insostenibile con le risorse ad oggi a disposizione ed una conseguente insufficiente soddisfazione delle richieste di tampone molecolare per le quarantene fiduciarie attive". "Questo - aggiungono i presidenti dei Consigli comunali - ha creato un gap importante tra i numeri dei positivi rivelati dai test rapidi antigenici effettuati nelle predisposte sedi e quelli comunicati dall'Asp alle autorità comunali, generando maggiore confusione sui dati al fine di un'oggettiva valutazione della situazione sanitaria reale ed inficiando, di conseguenza, tutte le potenziali decisioni".
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