“Da Cosenza a Gaza e Teheran un unico grido contro la violenza patriarcale: l’otto marzo ci ricorda che non c’è, purtroppo discontinuità tra piano nazionale e internazionale in tema di diritti e parità”.
A ribadirlo in una nota alla stampa, all’indomani bella manifestazione nazionale dello scorso 28 febbraio a Roma, è il CAV “R. Lanzino”.
“La Giornata Internazionale della Donna rappresenta un momento di mobilitazione globale, riconosciuto a livello internazionale, che richiama governi, istituzioni, imprese e comunità ad assumersi una responsabilità precisa: trasformare i diritti in realtà, l’uguaglianza in pratica quotidiana, la giustizia in azione. È il tempo di rimuovere le barriere legali, economiche e sociali che ancora limitano la piena libertà, partecipazione e autodeterminazione delle donne”, prosegue la nota.
“Occorrono politiche efficaci, tutele reali e un impegno condiviso e misurabile. L’ombra della guerra tra Palestina e Iran ci dà la misura esatta di quanto con il massacro di vite e nella violazione costante del diritto internazionale, si stia cercando di distruggere sistematicamente ogni prospettiva di autodeterminazione e liberazione delle popolazioni coinvolte”, prosegue il CAV.
“A livello nazionale, poi, è lampante quanto con le proposte di modifica al DDL Bongiorno si voglia riportare l’Italia indietro di cinquant’anni. La sostituzione del “consenso” con il “dissenso” rivela infatti una chiara e scellerata scelta politica, facendo apparire la proposta originaria come l’ennesima manovra di gender washing”, prosegue la nota.
Diverse le iniziative che vedranno coinvolto il CAV: sabato 7 marzo le attiviste del centro parteciperanno all’iniziativa “Donne, sport e pari opportunità” all’interno dell’impianto di atletica leggera in via degli Stadi.
Domenica 8 marzo alle 11,00, sempre a via degli stadi, sarà inaugurato il murales dell’artista basca Mandioh nell’ambito del progetto realizzato con Gulia Urbana “Oltre il muro del silenzio”.
Nel pomeriggio, alle 17,00, ci sarà la manifestazione che partirà dall’autostazione: “manifestare a Cosenza in una piazza pericolosa per tutti, ma soprattutto per le donne, é atto politico che vuole mandare alla città, alle istituzioni e alla comunità un messaggio chiaro di libertà, ribadendo il diritto di muoversi e attraversare spazi in ogni ora del giorno”, afferma il CAV concludendo con un appello: “L’otto marzo manifestiamo e scioperiamo contro la guerra, massima espressione della violenza patriarcale, diciamo NO al DDL Bongiorno!”.