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Lo strano caso del Laboratorio Analisi di Cariati
30/04/2026
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Riceviamo e pubblichiamo:
 
Per mesi e mesi Pasqualina Straface, vari esponenti politici locali come la nostra amministrazione e dirigenti hanno sostenuto pubblicamente che a Cariati fosse “previsto un laboratorio analisi con attività di 12 ore”.
Una versione ripetuta in sopralluoghi, comunicati e video, nonostante fosse noto che un presidio destinato secondo la normativa vigente a diventare Ospedale di Zona Disagiata non può funzionare con un servizio diagnostico limitato a 12 ore. Durante l’incontro con il Presidente Roberto Occhiuto del 28 aprile, come gruppo consiliare abbiamo evidenziato che senza un laboratorio H24/H18 con reperibilità, Cariati non può essere classificato né funzionare come presidio di zona disagiata. Di fronte a questa evidenza, Occhiuto ha contattato, davanti a tutti i presenti, i vertici dell’ASP di Cosenza e ha chiesto e ottenuto conferma della possibilità di attivare un laboratorio H18 con reperibilità, assumendo, a questo punto, un impegno diretto.
Vedremo.
Sicuramente questa situazione ha sollevato una domanda inevitabile nel territorio:
Perché questo atto necessario non è stato compiuto prima dalla filiera politica e amministrativa locale, che fa riferimento al governo regionale di centrodestra?
Invece di correggere un’impostazione sbagliata, hanno preferito sostenere per mesi e mesi una narrazione che lascerebbe pericolosamente tutto come è, accompagnata da video e contenuti celebrativi.
Perché?
Intanto, mentre attendiamo la relazione al Consiglio Comunale del 4 maggio dalla presidenza regionale, si avvicina una nuova stagione estiva.
L’afflusso aumenterà, ma il territorio resta privo dei servizi sanitari essenziali: senza posti letto, senza pronto soccorso, senza laboratorio, senza diagnostica e senza medicina territoriale.
Dall’entroterra alla costa ionica siamo senza sanità.
La filiera locale tra dirigenti, amministratori e trasformisti politici non sta compiendo i passi necessari per garantire ciò che la legge prevede e che la comunità attende da anni, mentre lo stesso governo regionale e quello di Roma continuano a distruggere il SSN anche attraverso il definanziamento coatto del settore pubblico e il sostegno diretto e indiretto alla sanità privata.
 
Le Lampare BJC
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