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FIN Calabria, Impianto natatorio a singhiozzo: il diritto allo sport (costituzionale) non può andare in vacanza
15/06/2026 |
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14/08/2026
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14/08/2026
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La Costituzione italiana lo riconosce ormai con assoluta chiarezza che lo sport è un diritto di tutti. Non si tratta di un semplice passatempo, ma di una dimensione fondamentale per la crescita individuale e collettiva, capace di incidere sulla salute, sull’educazione e sull’inclusione sociale. Eppure, per le famiglie e gli atleti della piscina comunale di Cosenza, trasformare questo diritto scritto in una possibilità reale si sta rivelando un'impresa titanica. Da un po' di tempo la gestione dell'impianto viaggia a "singhiozzo", rischiando di compromettere i sacrifici di un'intera stagione, perché nel momento più cruciale della stessa stagione, la continuità è un obbligo. L’attuale fase dell'annata sportiva rappresenta, per chi pratica attività agonistica, un momento delicatissimo e decisivo. È proprio adesso che si definiscono preparazioni, tempi e strategie in vista delle competizioni nazionali, internazionali o delle fasi finali dei campionati. Chi conosce davvero lo sport sa bene che la continuità dell’allenamento è una condizione essenziale e l'attività a "singhiozzo" spezza il ritmo e vanifica mesi di duro lavoro. Dietro ogni singola gara ci sono ore passate in vasca, ma anche un enorme carico organizzativo ed economico che ricade sulle spalle delle famiglie. I sostegni economici non sono mancati e negli ultimi anni il Governo è intervenuto a più riprese con contributi a fondo perduto destinati proprio ai gestori degli impianti natatori, tra le strutture più esposte ai rincari energetici. Questi aiuti economici sono stati stanziati con un obiettivo preciso, preservare l’intero ecosistema dello sport, attenuando l'impatto della crisi e tutelando indirettamente le famiglie e le società sportive che pur non gestendo l'impianto, vi operano ogni giorno portando valore al territorio. Se lo Stato ha fatto la sua parte per evitare la chiusura o il ridimensionamento dei servizi, le famiglie oggi si chiedono legittimamente dove siano le difficoltà. Sostenere lo sport significa permettere agli atleti di allenarsi, alle società di programmare e alle famiglie di non essere lasciate sole. Per il Comitato Calabro della Federazione Italiana Nuoto è necessario che intervenga l'Amministrazione Comunale Cosentina. "Serve un tavolo di confronto immediato – sostiene la FIN Calabria - per risolvere i nodi critici e per verificare che i contributi e le concessioni si traducano in un servizio efficiente, continuo e dignitoso. Gli impianti sportivi non sono semplici strutture di cemento e acqua, ma presìdi educativi e sociali. Ogni giorno perso a bordo vasca è un'occasione di crescita sottratta ai nostri giovani".
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