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I “Tarantanova” a Morano per il “Rarica Festival”
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Secondo appuntamento pubblico per il “Rarica Festival”, il progetto dell’Amministrazione Comunale finanziato con risorse PAC 2014/2020 Asse VI – Azione 6.8.3. in fase di svolgimento.

Dopo il successo della prima serata in Via Giudea, domenica 28 giugno i riflettori si accendono sul Rione Castello, che ospita i Tarantanova, formazione etno-popolare calabrese.

La proposta, inserita dall’esecutivo Donadio nel calendario estivo 2026 e realizzata in collaborazione con le realtà associative e professionali del territorio, vede impegnati i volontari della Parrocchia SS. Pietro e Paolo e del quartiere omonimo nell’allestimento degli spazi e del percorso enogastronomico. Il tutto sotto l’egida dell’Assessorato alla Promozione e Sviluppo del Borgo coordinato dalla dr.ssa Josephine Cacciaguerra.

Lo start è fissato per le 20.00, con un primo step che coinvolgerà i ragazzi del laboratorio “Storie di Famiglia” in un momento di condivisione e confronto intitolato “La voce della comunità – Presentazione del Giornalino”. Contestualmente l’offerta si concentrerà sulle prelibatezze della tavola locale.

A seguire, la ribalta passa ai “Tarantanova”, con le loro avvincenti contaminazioni folkloriche. Perfettamente in tema con lo spirito del Festival, questi giovani artisti raccontano del Sud e dei suoi ritmi, talvolta lenti talaltra rapidi. Lo fanno magistralmente, con irrefrenabili ossimori musicali in sei/ottavi ai quali è difficile resistere. Narrano della terra e della fatica, dell’amore e dei sentimenti, del dolore per una partenza e della gioia di un ritorno. Intrecci tra passato e presente, sperimentazioni coraggiose per esorcizzare la complessità del presente.

Sono storie di sacrificio e di sudore.  Ma anche di impegno e tenacia. Per chi va e per chi resta. Insomma, uno spettacolo da non perdere assolutamente. «Spettacoli mediante i quali» così l’assessore Josephine Cacciaguerra «puntiamo a custodire e valorizzare il nostro patrimonio immateriale e materiale, passando per una piena riappropriazione e conoscenza dei luoghi. Una catena itinerante che si sta rivelando utile per riannodare i fili di una tela che vogliamo continuare a dipingere insieme alla nostra gente».

«Sappiamo tutti quanto sia seguita e apprezzata la musica popolare negli ultimi anni» afferma il sindaco Mario Donadio. «Ed è incoraggiante scorgere questo rinnovato interesse soprattutto nelle nuove generazioni, che partecipano ai concerti e li vivono con straordinaria intensità emotiva. I contenuti di questo antico stile, ovvero le tradizioni, la cultura, la lingua, il territorio, l’accoglienza, coincidono esattamente con ciò che desideriamo difendere e trasmettere. Perciò ringraziamo sinceramente la Parrocchia SS. Pietro e Paolo per la fattiva collaborazione prestata e, in generale, quanti si stanno prodigando per la riuscita dell’iniziativa. Siamo certi» termina il primo cittadino «che manifestazioni come queste, che hanno già dimostrato una speciale capacità aggregativa, uniscono la comunità e sovvengono nel recupero delle eredità collettive».

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