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Da Castrovillari nuovi strumenti contro l'epidemia
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Fa parte dei piccoli “miracoli” che opera, misteriosamente, anche questo Tempo nelle intelligenze di donne e uomini provocate dalla realtà che si trovano a vivere. E’ quanto testimonia una sperimentazione che sta prendendo piede da Castrovillari per porre un maggiore rimedio al sempre crescente contagio che provoca il Covid. La stanno portando avanti i docenti Nicola Castrofino e Alberico Abenante, rispettivamente già professore all’ateneo di Messina il primo ed insegnante all’ITIS del capoluogo del Pollino il secondo, con le collaborazioni degli ingegneri Giuseppe Castrofino, Martino Vitelli e Giuseppe Smeriglio, del farmacista/chimico Francesco Di Lorenzo, dei biologi Leonardo Picardi e Florenzia Vuono (quest’ultima specialista nella ricerca molecolare cellulare e fisiopatologica), dell’architetto Salvatore Dessì, del fisiologo Tommaso Angelone, nonché di Simonluca Diodati della SimonSUB e della Nolotech. L’azione, presentata al Sindaco, Domenico Lo Polito, perché si faccia animatore, anche presso altri enti, nel sostenere questa intrapresa dinanzi agli organismi sanitari nazionali preposti, riguarda l’ideazione di una mascherina, che preservi meglio, collegata ad un congegno e di una particolare strumentazione sempre anti coronavirus per ambienti. L’opera, in progress, è attenzionata dall’IRCCS di Messina (Ente di Ricerca Sanitaria a cui appartiene anche l’Istituto nazionale per le malattie  infettive Spallanzani di Roma) che si è interfacciato, a proposito, con il Ministero della Salute e, nello specifico, con la Direzione dell’Ufficio  Dispositivi medici, per avviare l’apposita verifica e procedura, necessarie per giungere, infine, alla registrazione del brevetto che darebbe vita a questi ulteriori dispositivi di protezione ancora più specifici a tutela del bene salute contro il Covid. Il progetto -hanno dichiarato i fautori dell’idea, avanzata gratuitamente come sottolineano fortemente ringraziando per la sinergia che si potrà creare intorno - non ha finalità speculative, e nasce dal desiderio di dare un fattivo contributo alla soluzione di un’emergenza la quale sta segnando migliaia di persone.” Un lavoro che ha inorgoglito il primo cittadino per la portata della “sfida” raccolta e perché elaborata con capziosità da concittadini, “espressione- ha dichiarato Lo Polito dopo aver ascoltato come si stanno prodigando- della capacità della nostra gente di sapersi mettere in gioco con la propria Ragione, il proprio Cuore, il proprio sentire e  il proprio ingegno, mostrando  come l’impatto con la dura realtà, imprevedibile quanto sconcertante nella sua crudezza, anziché impaurire, far smarrire,  frenare o mortificare, aiuta – sorprendendo-  a muovere talenti, destare e, quindi, venire in soccorso del bene comune senza sprecare nulla di ciò che stiamo imparando da questo Tempo.”

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