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Rischio incendi, U.Di.Con. Calabria rivolge un appello agli Enti Regionali
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 “Con l’arrivo dell’estate, il primo dei grandi pericoli che ogni anno corre il nostro territorio è quello degli incendi. Appare pertanto opportuno richiamare sin d’ora l’attenzione degli Enti interessati nei confronti di un problema che, nella nostra Regione, ha ormai assunto la dimensione di una vera e propria piaga”.

Da Nico Iamundo - Commissario Regionale dell’U.Di.Con. Calabria - arriva un accorato appello rivolto agli Enti Regionali interessati ed ai cittadini, per rafforzare la dura lotta impari che ogni anno si ripresenta nella nostra regione.

“Per far questo - scrive Iamundo - bisogna innanzitutto ricordare le migliaia di ettari di bosco bruciati nella nostra regione negli ultimi anni che costituiscono un autentico disastro per l’equilibrio ecologico della Calabria, oltre a un ingentissimo danno economico. L’azione di prevenzione e di spegnimento riesce a limitare solo parzialmente i danni di questi incendi, che ormai sono diventati il funesto rituale delle nostre estati. Tra le cause che favoriscono le combustioni possono essere annoverate l’abbandono delle campagne, l’attività di particolari pratiche agronomiche o della pastorizia e le speculazioni. Alle cause, oltre a quelle di natura dolosa, si aggiungono in numero non trascurabile quelle di origine involontarie che sono invece legate all’imprudenza, alla negligenza, alla disattenzione o all’ignoranza degli uomini che, involontariamente, provocano incendi o, molto più raramente, all’azione della natura stessa per il fenomeno dell’autocombustione. L’importanza della prevenzione degli incendi boschivi - continua Iamundo - è facilmente comprensibile pensando alla protezione che il bosco conferisce al suolo su cui si sviluppa, nei confronti del dissesto idrogeologico e all’insostituibile ruolo che il bosco ricopre nell’ecosistema. Le statistiche mostrano che la maggior parte degli incendi ha avvio da pratiche agrarie, quali la bruciatura delle stoppie o la pulizia di fossi, sfuggite di controllo o dall’abbandono di mozziconi di sigarette accesi, spesso favoriti dall’accumulo di materiale combustibile. Un’altra causa frequente di innesco di incendi boschivi va ricercata nel transito e nella sosta di autoveicoli, le cui marmitte catalitiche sviluppano elevate temperature, in grado di appiccare il fuoco alla vegetazione sottostante. L’incendio boschivo è quindi un fenomeno distruttivo e devastante, che danneggia spesso irreparabilmente gli ecosistemi e pone a repentaglio vite umane. Esso va pertanto considerato con estrema serietà, specie in un territorio - come quello calabrese - nel quale gli incendi boschivi rappresentano un fenomeno molto frequente, con un trend significativamente crescente nel tempo sia per numero di eventi sia per loro estensione. Auspichiamo - conclude Iamundo – che il piano per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi, appena varato dalla Giunta Regionale, costituisca uno strumento indispensabile per il contrasto degli effetti derivanti dagli incendi boschivi, eventi calamitosi che è possibile contrastare solo attraverso l'adozione contemporanea di misure di previsione e prevenzione con le azioni di pronto intervento e lotta attiva. Diviene comunque buona cosa far sapere che gli incendi boschivi rappresentano un reato punibile con 10 anni di reclusione, che possono diventare addirittura 15 nel caso in cui un incendio riguardi una riserva naturale o un’area protetta. 1515 è il numero di pronto intervento del Corpo forestale dello Stato, al quale si può segnalare con tempestività la presenza di incendi boschivi o qualsiasi altri tipo di emergenza ambientale”.

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