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Giorno della Memoria: l'omaggio della Fondazione Giacomo Mancini
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Giorno della Memoria: la Fondazione Giacomo Mancini rende omaggio a Mario Martire e a tutte le vittime della Shoah e dell’Olocausto

In occasione del Giorno della Memoria, la Fondazione Giacomo Mancini ha reso omaggio a Mario Martire, ucciso dai nazisti nel campo di sterminio di Mauthausen, e con lui a tutte le vittime della Shoah e dell’Olocausto. La cerimonia, intensa e doverosa, si è svolta alle ore 11 di venerdì 27 marzo 2026 sul ponte intitolato a Mario Martire a Cosenza, alla presenza dei familiari dell’eroe cosentino, di cittadini, di associazioni antifasciste e del Distaccamento Aeronautico di Monte Scuro. 

Era presente la sindaca di Casali del Manco, Francesca Pisani. Per il Distaccamento Aeronautico di Monte Scuro hanno preso parte alla cerimonia il 1° Luogotenente Giuseppe De Cicco e il 1° Aviere Capo Luca De Cicco, in rappresentanza dell’Aeronautica Militare.

Nel ricordare la figura di Martire, il vicepresidente della FGM, Giacomo Mancini, ha sottolineato come egli rappresenti «un eroe cosentino e una parte importante della storia antifascista della nostra comunità» e ha richiamato la medaglia d’onore conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del Giorno della Memoria dello scorso anno come motivo di orgoglio per l’intera città di Cosenza.

Nel corso della cerimonia, il 1° Luogotenente Giuseppe De Cicco ha inoltre anticipato che «nel mese di giugno si svolgerà la cerimonia di intitolazione del Distaccamento Aeronautico di Monte Scuro a Mario Martire», sottolineando così il forte legame tra la storia dell’Aeronautica e la figura dell’eroe cosentino.

Nato a Cosenza da una famiglia originaria di Pedace (oggi Casali del Manco), Mario Martire si distinse sin da giovanissimo nel calcio, contribuendo alla nascita della squadra cittadina. Ala destra e poi mediano dell’A.S. Cosenza Lupi della Sila, si guadagnò anche i versi in dialetto del parente e compaesano poeta Michele De Marco, in arte Ciardullo. Arruolatosi in aeronautica, si rivelò un pilota di valore e combattente intrepido.

Fu proprio l’esperienza in divisa a metterlo di fronte, da vicino, alle nefandezze del regime fascista, portandolo a scegliere con fermezza la strada della Resistenza. Martire entrò nelle formazioni partigiane in Veneto, dove venne però individuato da una spia nazista, arrestato, imprigionato e infine deportato nel campo di sterminio di Mauthausen, dove fu giustiziato all’età di 35 anni.

Sarà Pietro Mancini, sulle pagine dell’“Avanti!” nell’Italia liberata, a dar notizia della morte dell’ufficiale Mario Martire, «fratello dei compagni carissimi Filippo e Salvatore, da Cosenza».

Nel corso della cerimonia sul ponte a lui dedicato è intervenuto, tra gli altri, l’avvocato Franco Martire, nipote dell’eroe, che ha ricordato il valore civile e morale della sua scelta antifascista e il dovere della memoria come presidio contro ogni forma di negazionismo e di rigurgito totalitario, esprimendo al tempo stesso «un sentito ringraziamento alla Fondazione Giacomo Mancini per aver voluto organizzare questa cerimonia di ricordo e di omaggio».

L’omaggio si è concluso con la deposizione di una corona di papaveri rossi, simbolo di sangue versato e di rinascita, a testimonianza del legame fra la città di Cosenza e la figura di Mario Martire e, più in generale, dell’impegno della Fondazione Giacomo Mancini nel custodire e trasmettere la memoria della Resistenza e della Shoah alle nuove generazioni.

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