Il ritrovamento di cadaveri lungo le nostre coste, Scalea, Amantea, Paola, Tropea, non fanno che confermare le forti preoccupazioni esternate dalla Flai Cgil nazionale e dal suo Segretario Giovanni Mininni.
Le politiche migratorie hanno generato un cono d’ombra in cui le vite umane smettono di essere visibili. I dati agghiaccianti diffusi nei giorni scorsi da Mediterranea Saving Humans, secondo i quali, sommando le notizie giunte da canali ufficiali e le testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia, potrebbero essere 1000 i migranti dispersi nel mare Mediterraneo durante il ciclone Harry. “Mentre i governi rivendicano il calo degli sbarchi, le testimonianze rilanciate da Mediterranea raccontano una realtà diametralmente opposta.
Le ricostruzioni collegano la tragedia a 8 diverse imbarcazioni partite da Sfax, in Tunisia, tra il 14 e il 21 gennaio 2026. I giorni in cui il Mediterraneo è stato investito dal Ciclone Harry, una tempesta di inaudita violenza, con onde di 16 metri e raffiche di vento cicloniche. Ci sono poi le voci raccolte da Refugees in Libia e Tunisia, che forniscono un quadro ancora più ampio e allarmante, e parlano di diverse partenze di convogli da diversi punti della costa tunisina a partire dal 15 gennaio scorso.
E’ evidente che ci troviamo di fronte alla più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale. Purtroppo la storia si ripete anche se con modalità diverse ma egualmente tragiche, era la notte tra il 25 ed il 26 febbraio del 2023 che porto alle cronache nazionali la strage di Cutro, un caicco partito dalla Turchia carico secondo alcune testimonianze con circa 180 migranti. Oggi come nel 2023, una tragedia evitabile, se ci fosse stata la volontà di arginarla, una catastrofe che si configura come il risultato di un sistema che ha deliberatamente indebolito la rete di salvataggio proprio mentre la crisi climatica rendeva e rende il mare ancora più ostile. il Ciclone Harry, e gli altri che si sono succeduti, probabilmente non ha solo risucchiato le persone, ma ha stracciato qualsiasi brandello di giustificazione a politiche che, ignorando i segnali d’allarme, hanno trasformato un uragano annunciato in un massacro più che prevedibile. Pur comprendendo le giornate drammatiche che sta attraversando la nostra regione, frane, allagamenti, crolli, aziende agricole devastate, non giustifichiamo il silenzio assordante delle istituzioni in merito a queste tragedie.