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Venerdì 3 giugno sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversazione relativa al tema “1922-2022: nel centenario della nascita di Raimondo Vianello”.In occasione del centenario della nascita di Raimondo Vianello (7 maggio 1922, Roma), considerato una delle colonne portanti del varietà italiano, il Circolo Culturale “L’Agorà” rende omaggio al grande artista - morto il 15 aprile 2010 a 88 anni. Romano con ascendenze venete da parte di padre e marchigiane – e nobili – da parte di madre, Raimondo Vianello è uno dei pochi attori italiani ad aver calcato con successo tutti e tre i palchi dello spettacolo leggero: televisione, teatro di rivista e cinema. L’esordio come attore nella rivista di satira Cantachiaro n. 2 di Garinei e Giovannini, nella quale interpretava un ufficiale americano, lo deve a queste. Ha così inizio una carriera tra le più longeve ed eclettiche dello spettacolo italiano.  Sempre nel teatro di rivista, tra la fine dei Quaranta e il 1950, recita con maestri del genere quali Wanda Osiris, Carlo Dapporto e Gino Bramieri. Al cinema viene notato da Mario Mattoli, regista di genere comico-commedia, che lo fa esordire nel 1946 (con Partenza Ore 7). Lui e altri lo utilizzeranno poi in tante altre produzioni, sempre come caratterista al fianco di star del calibro di Totò, Virna Lisi, Franchi & Ingrassia, Walter Chiari.  Nel 1951 fa il primo dei due incontri fondamentali della sua vita artistica (e non), quello con Ugo Tognazzi. Insieme formeranno il duo comico principe della tv italiana dei primi anni, dalla sua nascita nel 1954 fino al fatidico 25 giugno del 1959. Quella sera, nel programma televisivo “Un due tre”, i due misero in scena un piccolo scherzo, creduto innocuo dai medesimi, che parodiava quanto accaduto la sera prima alla Scala di Milano, quando il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi cadde a terra mancando la sedia accanto a quella di Charles Da Gaulle, ospite d’onore: Tognazzi e Raimondo Vianello vennero allontanati dalla Rai e il programma venne chiuso. Nel 1958, Raimondo Vianello conobbe l’attrice milanese Sandra Mondaini che sposò nel maggio del 1962, con la quale inaugurò anche un sodalizio artistico che durerà per almeno cinquant’anni. Rientrato in Rai nel 1961 con Studio Uno a fianco della Mondaini (non prima di essersi giocato un altro anno di allontanamento solo per il gusto della battuta dissacrante: a un dirigente che chiedeva se avessero – con Tognazzi – pronto qualche sketch per la nuova stagione, rispose «abbiamo una cosa sul Papa»), vi sarebbe rimasto per lungo tempo. Con la moglie e attrice scrisse, presentò e interpretò diversi show di varietà in prima serata, tutti di grande successo. Da “Il Giocondo” del 1963 fino a “Stasera Niente di Nuovo” del 1981, passando per “Tante Scuse” (1974). Lasciata la Rai nel 1982, il duo Mondaini- Raimondo Vianello proseguì la propria strada artistica nel campo del varietà di intrattenimento in Mediaset, con «Attenti a noi due» (Canale 5, 1982 e 1983) per giungere nel 2004, su Canale 5, a «Sandra e Raimondo Supershow». È stato conduttore anche di «Pressing» (Italia 1, dal 1991 al 1999). Ma il grande successo di Raimondo, sempre in coppia con Sandra (morta il 21 settembre 2010), è «Casa Vianello», trasmessa su Canale 5, e poi da Rete 4, dal 1988 al 2007: con loro la tata Giorgia Trasselli. Successivamente in «Cascina Vianello» (Canale 5, 1996), «I misteri di Cascina Vianello» (Canale 5, 1997-’98) e «Crociera Vianello» (Canale 5, 2008). Ricordiamo, infine, che Raimondo Vianello ha condotto il Festival di Sanremo, su Raiuno, nel 1998 ed è stato, insieme all’inseparabile moglie Sandra, presidente di giuria a Miss Italia nel 2002, alla finale di Salsomaggiore. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme dei Social Network presenti nella rete, a far data dal 3 giugno. 

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