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Oggi parliamo di un argomento che interessa purtroppo moltissime persone, ovvero l’osteoporosi. Possiamo inquadrare questa malattia in maniera più precisa? R.: L’osteoporosi è una patologia a prevalenza femminile, caratterizzata da una ridotta densità della massa ossea che, andando ad alterare la struttura del tessuto osseo, sottopone il paziente ad una maggiore fragilità delle ossa stesse e, di conseguenza, ad un aumento del rischio di fratture. Da cosa è provocata questa malattia? R.: La causa è principalmente la perdita di calcio e di sali minerali. Sostanzialmente possiamo dire che il tessuto osseo è una struttura soggetta a processi continui di distruzione e di formazione; dopo i 45-50 anni circa, l'attività distruttiva prevale su quella ricostruttiva e ciò dà inizio alla demineralizzazione ossea. Questo si verifica o per il fisiologico processo di invecchiamento, o per esempio, quando in fase post-menopausale, si assiste ad un calo della produzione di estrogeni che favorisce una prevalenza del processo di distruzione su quello di ricostruzione. Esistono dei sintomi specifici di osteoporosi? R.: L’osteoporosi è una malattia spesso asintomatica, ma a volte possono presentarsi dei dolori ossei persistenti e, come già detto, si può assistere a fratture che più frequentemente avvengono a carico delle vertebre o di ossa come il femore, cioè di strutture che sostengono il corpo. Possiamo intervenire attraverso l’alimentazione? R.: In questa patologia il più grande lavoro si fa in termini di prevenzione, con un regolare esercizio fisico in quanto l'attività fisica non solo stimola il deposito di calcio che consolida la struttura dell'osso, ma rafforza anche la massa muscolare che protegge l'osso stesso dagli effetti dei traumi, con un’alimentazione corretta, evitando il fumo e l’abuso di alcool e di caffeina, e moderando il consumo di sodio. Per quanto riguarda più specificatamente l’alimentazione, quali sono le linee guida più importanti? È importante il ruolo della vitamina D che, anche se presente nel pesce grasso come tonno e sardine, è scarsamente rappresentata negli alimenti. Questa vitamina si forma principalmente grazie all’azione dei raggi del sole sulla pelle quindi cerchiamo di esporci per almeno una ventina di minuti al giorno ai raggi solari. Come abbiamo accennato, è fondamentale anche l’apporto di calcio che ritroviamo in latte e latticini, nei legumi, negli ortaggi, soprattutto quelli a foglie verdi come rucola, cicoria, rape e così via, in semi oleosi come quelli di sesamo e di girasole, e possiamo anche ricorrere ad acque minerali maggiormente ricche in calcio. Dobbiamo però dire che non basta solamente assumere il calcio nelle giuste quantità, ma dobbiamo far si che il calcio trovi un ambiente idoneo per essere assorbito a livello osseo, altrimenti non riusciremo a utilizzarlo per lo scopo che vorremmo. Come possiamo essere sicuri che il calcio introdotto attraverso l’alimentazione vada realmente a fortificare l’osso? R.: Nel nostro organismo abbiamo una quantità di calcio circolante nel sangue e una quantità di calcio a livello osseo. Nel caso dell’osteoporosi non è la quantità di calcio a livello del sangue ad essere ridotta, bensì quella che va a rifornire la matrice ossea. Quando noi seguiamo un’alimentazione non bilanciata tendiamo ad assumere cibi che rilasciano dei residui acidi che il nostro organismo deve cercare di neutralizzare. In primo luogo cerca di compensare con il sodio, successivamente utilizza il fosforo, e infine, se questo stato di acidosi persiste, utilizza proprio il calcio che preleva da quella quantità presente a livello dell’osso. Quindi dobbiamo evitare un eccesso di alimenti acidificanti quali, ad esempio, proprio i latticini, ma anche gli zuccheri raffinati e le proteine animali. La D.ssa Cinzia Pudano è in onda ogni sabato alle 09.10 su Rlb Per maggiori info : cinziapudano@yahoo.it
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