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DENUNCIATE 41 PERSONE CHE PERCEPIVANO INDEBITAMENTE IL REDDITO DI CITTADINANZA
18/12/2019 |
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I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Montegiordano, al termine di un’articolataindagine, hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria 41 soggetti percettori del Reddito diCittadinanza (RdC), i quali, con vari escamotage, hanno indebitamente ottenuto il beneficio economico.L’attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle, condotta a largo raggio su un territoriocomprendente un campionedi otto Comuni della provincia di Cosenza, si è sviluppataattraverso un’attenta e meticolosa attività di servizi di osservazione e controllo svolti sulterritorio. Molteplici e diversificati i casi scoperti dai Finanzieri, dal fotografo di professione che pubblicizzava i propri servizi fotografici di matrimoni sui social network, al soggetto chelavorava in campagna “in nero” dedicandosi alla raccolta di olive. Significativo, poi, il caso diuna donna percettrice di RdC che gestiva un B&B, anch’essa pubblicizzando il suo lavoro suisocial network e sui vari motori di ricerca internet. Più particolari, invece, i casi delle “residenze di comodo”, in cui i soggetti controllati avevano trasferito, in modo fittizio, la loro residenza al fine di evidenziare un nucleo familiare ristretto e così ottenere un indicatore ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) più basso in modo da diminuire la capacità reddituale del nucleo familiare. Numerosi ancora i casi in cui le Fiamme Gialle hanno individuato indebiti percettori che continuavano silenti a percepire il sussidio, nonostante l’obbligo di comunicare all’I.N.P.S., entro 30 giorni, le variazioni del reddito o del patrimonio nonché le altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio (come ad esempio l’avvio di unaattività lavorativa o comunque la variazione della condizione occupazionale). I 41 indebiti percettori del citato beneficio economico, che in alcuni casi arrivavano a percepire anche importi sino a 900 euro mensili, sono stati quindi denunciati alla Procura della Repubblica di Castrovillari per i reati di falsità materiale commessa dal privato (art. 482 codice penale) e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis codice penale). Rischiano la pena della reclusione da due a sei anni. Nel contempo, sono state immediatamente avviate le operazioni di irrogazione delle sanzioni amministrative di revoca/decadenza del beneficio ed il recupero dell’indebito, di competenza dell’I.N.P.S. L’odierna attività di servizio conferma la fondamentale importanza del ruolo di Polizia Economico Finanziaria affidato al Corpo della Guardia di Finanza, a contrasto di coloro i quali, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di necessità e bisogno.
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