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Caporalato, i braccianti venivano chiamati ''scimmie''
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(Ansa) "Domani mattina le scimmie le mandiamo lì. Restiamo 40 persone". Sono alcune delle frasi intercettate dai finanzieri di Cosenza che questa mattina hanno eseguito sessanta misure cautelari nell'ambito dell'inchiesta denominata "Demetra", che ha individuato due gruppi dediti allo sfruttamento illecito della manodopera e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nella piana di Sibari. I "caporali", appartenenti al primo sodalizio criminale, composto da 47 persone, gestivano i rapporti con le aziende. I braccianti percepivano 80 centesimi a cassette di agrumi raccolte e tendenzialmente a questo tipo di lavoro erano destinati pakistani o uomini provenienti dall'Africa. Per la raccolta delle fragole venivano impiegate, invece, donne dell'est Europa che ottenevano come compenso 28 euro al giorno, ai quali venivano detratti i costi di trasporto e vitto, nonostante le condizioni di lavoro fossero comunque disumane.

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