Il sindaco Mario Donadio: «Nasce una rete di protezione e prossimità»
Si è tenuto ieri, venerdì 27 febbraio, nel Chiostro San Bernardino, a Morano, l’incontro pubblico che ha, di fatto, decretato l’avvio del progetto di telemedicina “Mai più Soli”. L’iniziativa, il cui primo atto si è consumato qualche settimana fa con la firma del protocollo d’intesa, destina a persone fragili e anziani con particolari patologie, un dispositivo da polso connesso ventiquattro ore al giorno alla centrale operativa della Croce Rossa Italiana. Il device è in grado di rilevare eventuali anomalie nei parametri fisiologici di chi lo indossa e inviare una richiesta di assistenza. La manifestazione, introdotta e coordinata dal giornalista Pino Rimolo, è un punto d’inizio se non un vero e proprio spartiacque nel panorama dei presidi territoriali calabresi. Il momento clou della serata si è registrato quando il professor Giovanni Bisignani, primario della Cardiologia dell’ospedale di Castrovillari e vicepresidente nazionale SIMEDI, ideatore del programma, affiancato dal delegato della Croce Rossa Italiana Gianluca Piano, che qualche attimo prima aveva spiegato le caratteristiche e le potenzialità del meccanismo, ha mostrato dal vivo il funzionamento del congegno. Una semplice digitopressione su un pulsante, e nel giro di pochissimi secondi un addetto ha risposto all’appello, pronto ad attivare le procedure di allertamento soccorsi. Un istante di silenzio, quindi una voce: “Prof. Bisignani, eccomi? Ha bisogno?”. Poi il sorriso e i cenni di approvazione della platea. Fortunatamente era solo una simulazione.mIl convegno si è snodato attraverso due momenti distinti. La prima parte ha visto susseguirsi i saluti istituzionali e i contributi tecnici. Ad aprire le danze è stato il primo cittadino Mario Donadio, che ha rimarcato la natura pionieristica del piano: «Morano – ha detto - è, al momento, l’unico centro della Calabria a poter vantare un servizio di tal fatta; una piccola rivoluzione che parte dalle falde del Pollino per irradiarsi, lo auspichiamo sinceramente, ad altre aree». A prendere la parola, subito dopo, Caterina Formica, coordinatrice dell’associazione “Amici del Cuore”, che ha portato la sua testimonianza diretta, intrecciando l’esperienza umana con l’impegno costante del suo sodalizio nel mondo del volontariato. Il professor Bisignani ha quindi illustrato la genesi di questo innovativo percorso, soffermandosi sulla rilevanza scientifica e ribadendo quanto in medicina il fattore tempo sia sovrano e il saperlo domare possa significare strappare alla morte chi ci è caro. È intervenuto successivamente il presidente della Provincia di Cosenza, Giancarlo Lamensa, il quale ha posto l’accento sulla necessità di tessere relazioni e creare connessioni anche nell’ambito sanitario, per giungere a traguardi significativi. La parola è passata quindi ai rappresentanti istituzionali. In rapido avvicendamento si sono alternati all’ambone i consiglieri regionali Luciana De Francesco, Riccardo Rosa, Antonio De Caprio, e Angelo Brutto, quest’ultimo nella veste di presidente della Terza Commissione Sanità e Attività Sociali e Formative Regionale. Con loro, Anna De Gaio, presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità, e Liborio Bloise, commissario del Parco Nazionale della Sila. Ha chiuso il giro la senatrice Simona Loizzo. Tutti, seppur da angolazioni differenti, hanno toccato il tasto delle criticità del sistema sanitario regionale e l’esigenza sempre più impellente di garantire prestazioni di prossimità. Quanto si sta realizzando a Morano, è emerso chiaramente, è senz’altro un modello da esportare. L’inattesa telefonata del commissario dell’ASP Cosenza, Vitaliano De Salazar, lo ha confermato. Il manager ha evidenziato la qualità della sinergia tra il nosocomio castrovillarese, l’amministrazione comunale e l’associazionismo di settore. Un gioco di squadra che ha permesso, in tempi rapidi, di trasformare un’idea in un nodo di supporto funzionale ed efficace. Le conclusioni sono state tratte dal sindaco Mario Donadio. «Con “Mai più Soli”» ha esordito «accendiamo una fiaccola di speranza. L’ennesima nel delicato universo sociale. Un patto con la comunità. Un’intesa che si rinnova. Poiché questo semplice device, oltre al mero aspetto tecnologico, viaggia su un filo invisibile che lega la vulnerabilità alla cura, la solitudine alla presenza. Ci abbiamo creduto sin dal primo giorno, lavorando con gli uffici, con il prof. Bisignani e i suoi collaboratori, con la CRI. Perché eravamo e siamo certi che il diritto alla salute debba valicare la soglia degli ospedali e tornare a respirare nelle abitazioni e tra la gente. E quando ieri sera quel pulsante è stato premuto e dall’altra parte una voce rassicurante ha risposto, abbiamo capito che ogni nostro sforzo sarà sicuramente ripagato. Stiamo lavorando intensamente, e solo i ciechi non se ne accorgono, affinché nessuno si senta più solo! Morano oggi è un po' più comunità, un po' più casa». L’azione approda adesso alla fase cruciale, con la distribuzione del terminale ai primi soggetti individuati.