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La regolarità degli impianti natatori Calabresi, precisazione di Porcaro
11/12/2023 |
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06/03/2026
In occasione della festa della donna, il Rotary Club Cosenza intende ...
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05/03/2026
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05/03/2026
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04/03/2026
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21/11/2025
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30/09/2025
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13/09/2025
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11/09/2025
Nella mattina dell’11 settembre 2025 i militari del Nucleo ...
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La notizia del record europeo stabilito da Tiziana Papandrea nei 400 stile libero categoria M50, in occasione della prima giornata dei Campionati Italiani Master di Nuoto di Torino è destabilizzante. Il motivo è presto spiegato in quanto l'atleta, il record lo aveva già stabilito in occasione dei Campionati Regionali Calabresi Master, in una piscina legalmente omologata, come tutti gli impianti sportivi natatori della Calabria. In quella occasione stabilì il tempo di 4'36”24. Quindi sembra molto ma molto strano che si sia messa in giro una notizia del genere priva di ogni fondamento, classica Fake News. E lascia molto perplessi la dichiarazione della nuotatrice che afferma tra l'altro: “Purtroppo è evidente che anche quando ti dicono che le vasche sono omologate talvolta non è così”. In Calabria il Comitato Regionale della Federazione Italiana Nuoto può affermare senza ombra di smentita, come è facilmente accertabile, che tutte le piscine sono omologate. E la conferma qualora ce ne fosse bisogno arriva dal record italiano nei 200 stile libero(categoria M70) stabilito da Salvatore Sinopoli della Kroton Nuoto in occasione del “Trofeo Swimming Master” disputatosi nella piscina comunale di Cosenza, regolarmente omologato. Sulla vicenda le precisazioni e il commento del Presidente del Comitato Calabrese della FIN. “Siamo rammaricati e delusi - osserva Alfredo Porcaro (nella foto) - da tale notizia e dalla dichiarazione di una atleta da noi stimatissima. Sarebbe bastato che la società di appartenenza della nuotatrice avesse segnalato il record al GUG Calabria che avrebbe provveduto ad aprire la procedura, come avvenuto nel record dell'atleta Sinopoli. Teniamo a precisare che tutte le manifestazioni federali devono svolgersi in impianti omologati e ci sorprende che un'atleta di tale livello non sia a conoscenza di ciò. Sicuramente qualora esistessero gli estremi, quale Comitato Regionale Calabro ci sentiremo in dovere di adire per via legali, a tutela del buon nome dello stesso Comitato”.
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