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Morti sul lavoro, l’appello della FENALUIL Calabria
16/05/2026
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“Dopo le tre morti sul lavoro avvenute la scorsa settimana in  Calabria  e il recente grave infortunio di un operaio caduto dal tetto di un edificio,  nulla è cambiato: dopo la solita liturgia del dolore, la FenealUil Calabria constata che  manca, purtroppo,  da parte della politica e delle  istituzioni una reale presa di coscienza della gravità del fenomeno”. È la riflessione di Giacomo Maccarone, Segretario generale della FenealUil Calabria che aggiunge:   “Continuare  a morire mentre si lavora è un fatto inaccettabile che impone una riflessione seria e immediata.  Dietro ogni incidente ci sono lavoratori che uscivano di casa per garantire un futuro ai propri cari. Ci sono famiglie lasciate sole, figli senza genitori, comunità ferite. Troppo spesso, però,  la politica appare distante da questo dramma limitandosi a dichiarazioni di circostanza senza affrontare realmente le cause profonde di queste tragedie”.

La FENAL UIL Calabria ritiene che davanti ad una morte sul lavoro il Paese debba fermarsi.

“Quando avvengono incidenti mortali nei luoghi di lavoro – continua Maccarone -  bisogna avere il coraggio di sospendere le attività, il trasporto, chiudere enti e le scuole, fermare simbolicamente tutto, per ricordare che la vita umana viene prima del profitto, dei numeri e della produzione. Solo così si può restituire dignità alle vittime e accendere una vera coscienza collettiva sul tema della sicurezza. Non è più tollerabile assistere a tragedie annunciate causate da carenze nei controlli, precarietà, mancanza di formazione e mancato rispetto delle norme di sicurezza. Serve un piano straordinario di prevenzione, più ispettori, più tutele e pene severe per chi non garantisce condizioni di lavoro sicure”.

La FENAL UIL Calabria lancia un appello forte al Governo, alla Regione Calabria, alle istituzioni  e alle imprese affinché si apra subito una stagione di responsabilità condivisa. La sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità assoluta e quotidiana.

 

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