Continua la programmazione in remoto del Circolo Culturale “L’Agorà con un nuovo incontro sul tema “1966-2026: nel sessantesimo della morte di Gilberto Govi . La conversazione sarà disponibile sulle varie piattaforme dei Social Network presenti nella rete a far data da lunedì 22 giugno. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, registra il patrocinio della Città Metropolitana di Genova. Amerigo Armando Gilberto Govi nacque a Genova il 22 ottobre 1885 e vi morì il 28 aprile 1966. Fu attore e fondatore del teatro dialettale genovese, ed è considerato uno dei simboli della città della Lanterna. Tra i suoi maggiori successi figurano classici di questo genere teatrale, diventati suoi cavalli di battaglia, come: “I manezzi pe majà na figgia” (I maneggi per maritare una figlia) – “Pigna secca e Pigna verde” – “Colpi di timone” – “Quello bonanima” – “Gildo Peragallo ingegnere” – “I Gustavino e i Passalacqua” e “Sotto a chi tocca“. A seguito dell’invito esplicito dell’Accademia filodrammatica a non recitare più in genovese, nel 1916 decise di continuare per la sua strada (venne poi riammesso come socio onorario una quindicina di anni dopo, nel 1931). Fondò così la “Compagnia dialettale genovese“, esibendosi nei maggiori teatri cittadini, sempre con grande successo. Nel 1923 rappresentò al Teatro dei Filodrammatici di Milano la commedia “I manezzi pe majà na figgia” di Nicolò Bacigalupo che segnò l’inizio del suo successo a livello nazionale. Nel 1926 lasciò per la prima volta l’Italia per una tournée in America Latina, una vera e propria spedizione in piroscafo, durata mesi, che lo portò a rappresentare in giro per il mondo ben 78 commedie, direttamente nei luoghi dove vivevano numerosi italiani, che da pochi anni avevano ripreso un intenso movimento migratorio verso l’Argentina e l’Uruguay. La compagnia goviana ripeté la tournée negli anni successivi e ad una di queste prese parte l’attrice Jole Fano, che poi rimase in Sudamerica fondando una propria compagnia teatrale e diventando famosa come dirigente di un’emittente radiofonica – Radio Caupolicán – di Santiago del Cile. Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale la sua carriera fu sempre in ascesa, con ripetute tournée teatrali sia in Italia che all’estero. Nel periodo bellico e post-bellico si cimentò anche come “attore cinematografico” in quattro pellicole dall’esito piuttosto insoddisfacente; i titoli che si ricordano (due dei quali tratti da suoi lavori teatrali) sono Colpi di timone (1942), diretto da Gennaro Righelli, Che tempi (1947), diretto da Giorgio Bianchi, Il diavolo in convento (1950), diretto da Nunzio Malasomma, Lui, lei e il nonno (1961), girato a Napoli da Anton Giulio Majano e prodotto dall’armatore Achille Lauro e quest’ultima fu la sua unica pellicola a colori. Queste, alcune delle cifre, che saranno oggetto di analisi, nel corso dell’incontro organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria. La conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da lunedì 22 giugno.