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Fillea CGIL Celebre: "Alta velocità solo fumo"
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Che l’Alta Velocità ferroviaria, così come è stata propagandata per anni, in Calabria non arriverà mai, per alcuni, si capisce solo oggi. Eppure, non si tratta affatto di una novità. Che la nostra Regione sarebbe rimasta a secco non è una notizia dell’ultima ora: come Fillea Cgil lo gridiamo da anni , isolati nel generale e interessato entusiasmo di una parte della politica calabrese che ha preferito applaudire il governo centrale anziché intervenire sullo stesso. Da tempo, come Fillea Cgil Calabria, andiamo dicendo che i fondi disponibili erano destinati esclusivamente al primo lotto Battipaglia - Romagnano, non certo al completamento dell'opera fino a Reggio Calabria. 

Per anni, chi di dovere, ha  preferito alimentare fumo, illusioni e passerelle elettorali, piuttosto che fare i conti con la realtà e difendere i diritti minimi dei calabresi. Le grandi infrastrutture, quelle che servono realmente, si costruiscono con le lotte richiedendo l'impegno di risorse certe, programmazioni credibili e, soprattutto, avendo una classe dirigente autorevole, capace di difendere gli interessi del proprio territorio e non le proprie carriere.

La Calabria e l’intero Mezzogiorno sono stanchi di cambiali in bianco e promesse puntualmente tradite. Il territorio esige trasparenza, competenza e un impegno istituzionale concreto. Solo così si possono garantire gli investimenti strategici necessari per infrastrutture indispensabili per colmare un divario storico e a dare all'Italia uno sviluppo finalmente omogeneo.

Chi oggi cade dalle nuvole dimostra solo una colpevole e imperdonabile superficialità.  Chi ieri celebrava trionfi e scippava meriti per risultati mai acquisiti, oggi ha il dovere morale di metterci la faccia, assumersi la responsabilità politica del fallimento  e spiegare ai calabresi come stanno davvero le cose.

Il tempo del gioco delle tre carte è finito.

C’è infine un nodo cruciale che non può più essere aggirato. Oltre all'ovvia necessità di reperire i finanziamenti mancanti, la Calabria deve avviare un confronto serio, rigoroso e trasparente sul tracciato dell’Alta Velocità. Una scelta di questa portata non può continuare a essere calata dall'alto o decisa nelle stanze romane.

Prima ancora di rincorrere i fondi, è indispensabile condividere una visione d'insieme dell’infrastruttura, ascoltando le comunità locali e i sindaci, le amministrazioni territoriali,le categorie produttive e le parti sociali

Solo ridefinendo l'opera sulla base delle reali necessità di sviluppo della Regione potremo pretendere l'opera che la Calabria merita.

 La ricreazione è finita: o si difendono gli interessi della Calabria, o chi governa tragga le dovute conseguenze.

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