|
Srebrenica, Tropea commemora il genocidio
14/07/2026 |
Attualitą
|
|
|
 |
|
 |
14/07/2026
Nel pomeriggio del 7 luglio u.s., gli operatori della Polizia di ...
|
|
 |
14/07/2026
Srebrenica continua a rimanere una responsabilità civile, ...
|
|
 |
13/07/2026
Sabato 18 luglio alle ore 18 sarà inaugurato il Parco Museo ...
|
|
 |
13/07/2026
Il Va’ Sentiero Fest, primo festival-spedizione che unisce ...
|
|
 |
13/07/2026
Continua l’attività di controllo del territorio da parte ...
|
|
|
 |
|
 |
Abbattere l'Irpef per gli under 35: si tratta della proposta lanciata ...
|
|
 |
29/04/2026
n data odierna, 29 Aprile 2026, militari del Comando Provinciale ...
|
|
 |
14/04/2026
Cosenza, Consiglio comunale aperto sulla gestione dello stadio San ...
|
|
 |
21/11/2025
Anas ha svolto una simulazione di intervento di soccorso mediante ...
|
|
 |
30/09/2025
Lunedi 29 Settembre si è tenuto presso il Nuovo Cinema San ...
|
|
|
|
|
|
|

Srebrenica continua a rimanere una responsabilità civile, attuale, una ferita nella memoria. Il genocidio dell’11 luglio 1995 non può essere archiviato né relativizzato. Oltre ottomila ragazzi bosgnacchi, musulmani bosniaci, furono uccisi per odio razziale mentre l’Europa guardava. Oggi il rischio non è solo dimenticare, ma accettare il ritorno di linguaggi, propaganda e divisioni che rendono possibili nuove tragedie. A trentuno anni da quei fatti, Tropea sceglie di prendere posizione: memoria significa vigilanza, rifiuto dell’indifferenza, difesa concreta dei diritti umani e contrasto netto a ogni forma di odio e negazionismo. È questo il leitmotiv dell’iniziativa promossa a Palazzo Santa Chiara da Alexandra ETS, in collaborazione con il Club per l’UNESCO di Tropea e sos KORAI ODV, in occasione della Giornata Internazionale di riflessione e commemorazione del Genocidio di Srebrenica. L’incontro, introdotto e moderato da Emanuele Giudice, Presidente di Alexandra ETS, è stato organizzato e promosso con il patrocinio del Comune di Tropea e della Provincia di Vibo Valentia, e in partnership con la Pro Loco di Tropea e la Consulta delle Associazioni. A parlare, con la forza silenziosa dei simboli, è stato il Fiore di Srebrenica, indossato da Beatrice Lento, psicologa e presidente di sos KORAI ODV. Gli undici petali ricordano per ricordare quel numero sul calendario che per tanti bosniaci significa ancora terrore; il bianco custodisce l’innocenza delle vittime; il verde consegna alla memoria una speranza che non si lascia soffocare dalla rimozione, dalla propaganda e dalla glorificazione della violenza. Nato dalle mani delle donne sopravvissute, quel fiore oggi chiede scelta, responsabilità, umanità. E proprio Beatrice Lento ha richiamato con forza il tema della violenza sistematica esercitata sui corpi delle donne durante il conflitto nei Balcani. Lo stupro è stato utilizzato come strumento deliberato di guerra e di dominio, finalizzato alla distruzione dell’identità individuale e collettiva. Un richiamo netto alla necessità di riconoscere queste violenze come crimini contro l’umanità e di sostenere percorsi di memoria, giustizia e tutela delle vittime. Il contributo di Joshua Evangelista, giornalista e responsabile della comunicazione di Gariwo, ha richiamato il valore della memoria come argine etico e democratico. Ogni genocidio, prima di diventare massacro, attraversa parole, categorie, separazioni artificiali. Comincia quando il vicino diventa nemico, quando la differenza viene trasformata in minaccia, quando l’altro viene privato della propria dignità. Ricordare Srebrenica significa allora educarsi a riconoscere per tempo il passaggio dal pregiudizio alla discriminazione, dalla discriminazione alla persecuzione. L’iniziativa ha visto anche il contributo di autorevoli voci del panorama internazionale: Maud de Boer-Buquicchio, già Vice Segretaria Generale del Consiglio d’Europa e già Relatrice Speciale delle Nazioni Unite; Leda García Pagán, Ministra per i Diritti Umani del Governo dell’Honduras; e Francesco Femia, cofondatore del Council on Strategic Risks di Washington. I loro interventi hanno sottolineato il valore universale della memoria di Srebrenica e l’urgenza di un impegno condiviso nella difesa dei diritti umani. A concludere la serata è stata l’esibizione del Maestro Emilio Aversano, pianista di fama internazionale, che ha eseguito la Sonata op. 31 n. 2 “La Tempesta” di Ludwig van Beethoven, offrendo un momento di intensa partecipazione emotiva e riflessione.
|
|
|
|
|
|
|
|