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MOSTRA DI CALLIOPE MICHALOLIA AL CHIOSTRO DI SAN DOMENICO
20/12/2016
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Un progetto iniziato dieci anni fa – era il 2006 – e che è in continua evoluzione, oltre ogni tempo prestabilito e finché l'artista che lo ha concepito non avrà manifestato l'intenzione di smettere di autoritrarsi sotto mentite spoglie.

Ora “Work in progress”, questo il titolo della mostra dell’artista italo-greca Calliope Michalolia, approda a Cosenza, al Chiostro di San Domenico, nell'ambito di “Buone Feste cosentine”, giusto un anno dopo “Versi appesi e sospesi”, il percorso onirico tra parole e colori che contraddistingueva un'altra personale della Michalolia, ospitata sempre nel chiostro domenicano.

Il vernissage della mostra “Work in progress” è in programma giovedì 22 dicembre, alle ore 11,00, alla presenza dell'artista e dell'Assessore alla Comunicazione, turismo, marketing territoriale e grandi eventi Rosaria Succurro che ha promosso l'iniziativa.

Calliope Michalolia porta avanti da anni un lavoro di ricerca sull’arte contemporanea partecipando a diverse rassegne sia in Italia che all’estero, alcune delle quali all’interno del temporary-art, un gruppo di artisti che, partendo da Torino, ha nel tempo acquisito un respiro internazionale promuovendo il tentativo di ridisegnare  e ridefinire il concetto stesso di arte.

In esposizione, fino all'8 gennaio, al Chiostro di San Domenico, “ritratti dell'io inquieto o sereno, di un mondo reale o sognato. Sono i volti – si legge nelle note che accompagnano la mostra- di un cosmo che cambia all'istante perché esasperatamente umorale. Un macrocosmo rinchiuso nel microIO di ognuno di noi e che si ripete nei tempi con caparbietà assoluta. L'IO che non accetta di rimanere ingabbiato nel suo corpo e cerca ossigeno e conferme alla sua anima la quale oscilla tra antiche reminiscenze e omologazioni contemporanee. Una voglia matta di essere essenziale invadendo la materia con colori, graffi e pezzi di vita accantonati cercando affannosamente di sbrogliare la matassa esistenziale. Ogni ritratto di Calliope è storia e memoria di emozioni. Il suo IO che diventa NOI.

Il reale convenzionale annullato, beffato e in balia delle più disparate emozioni come la barchetta di carta disciolta nel mare.

Ogni volto sulle tele di Calliope Michalolia– è scritto ancora nelle note a corredo della mostra - è un tentativo di rinascere diversi ed è la conferma di un IO eternamente effimero nel suo ripetersi. Lei cerca la sublimazione dell'anima attraverso la distorsione o la cancellazione della fisionomia e graffia la carta con i nostri, più nascosti pensieri!”.

 

 

 

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