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Ma cosa hai fatto Milicchio ?
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E' morto a 64 anni lo storico radiocronista sportivo Giuseppe Milicchio, voce del Cosenza Calcio. Per 40 anni ha raccontato vittorie e sconfitte del club rossoblù, dalla storica promozione del 1988 fino alla stagione dell'ultima retrocessione in C. La notizia ha scosso il mondo sportivo cosentino che gli riconoscevano passione e competenza. Mentre arrivano le testimonianze di stima e vicinanza alla famiglia della società ("Il Cosenza Calcio si stringe attorno alla moglie e ai figli di Giuseppe") e del presidente della Regione. “Con profonda tristezza apprendo della scomparsa di Giuseppe Milicchio, una voce storica del giornalismo sportivo calabrese - scrive Roberto Occhiuto in una nota -  Ho avuto modo di conoscerlo e di apprezzarne la professionalità, la passione e l’amore sincero per il Cosenza Calcio e per la nostra terra. Alla sua famiglia le mie più sentite condoglianze”. (Fonte TGR Regione). 

Quella d’incontrarsi al negozio di ferramenta a Quattromiglia di Rende era ormai un’abitudine consolidata. Un momento di assoluto convivio con il pretesto di degustare anche un buon caffè e con i soliti amici: Sasà, Franco e il sottoscritto. Argomento principe il calcio e naturalmente il Cosenza Calcio. La panchina accanto al negozio godeva delle notizie fresche di prima mano, e non per sentito dire, ma tutte certificate da anni di rodata gavetta e dunque di contatti e conoscenze giunte da epoche lontane che ad oggi potevano autorizzare scenari da lì a poco verificabili. Di “Giusè” sarebbe discorsivo adesso raccontare delle imprese in alta frequenza , le radiocronache , i fili e i cavi stesi per collegare un telefono anche su, da un cornicione pericolante, purché si citi delle imprese dei lupi; Chi ha provato l’ebbrezza di quegli anni potrà ben immaginare delle capriole, dei racconti al cardiopalmo e delle “mission-trasferte”, con il supporto di cori, le polpette e il vino. L’audacia però era deputata al presente, quella di ricondurre il futuro al passato, insomma di riconsegnare alla tifoseria bruzia tutta la dignità calcistica mandata ultimamente altrove da una gestione societaria oltremodo- contestata - sempre e a gran voce dalla piazza. Ma non c’è stato tempo per Giuseppe per verificare il da farsi, per comprendere l’avvenire in rossoblu , purtroppo non c’è stato tempo per ritornare allo stadio ed entrare in collegamento con lo studio, adesso non più, almeno da quaggiù. Altro non serve aggiungere, è stato scritto, si sta scrivendo, si scriverà.

Osvaldo Morisco

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