Si è concluso questa mattina, con una partecipata conferenza stampa alla Maccaroni Chef Academy, il progetto “Cuochi d’altri mondi”, percorso formativo dedicato a dieci ragazzi minorenni inseriti nei centri Sai di cinque comuni del territorio. Un’iniziativa nata dal centro Il Delfino, che ne ha curato ideazione e realizzazione, e che ha trovato nella scuola di cucina diretta da Corrado Rossi un luogo ideale per trasformare un’idea di integrazione in un’esperienza concreta, fatta di mani in pasta, profumi e nuove competenze.
Accanto ai giovani protagonisti erano presenti gli chef Roberto Spizzirri e Francesco Ricca, che li hanno accompagnati in queste settimane di formazione, guidandoli alla scoperta dei segreti della cucina calabrese: dalla pasta fresca alle pizze, fino ai sapori identitari della regione. Un percorso che ha unito tecnica, disciplina e creatività, ma soprattutto relazione e fiducia.
Alla conferenza hanno preso parte anche alcuni sindaci dei cinque comuni coinvolti, che non si sono limitati a un ruolo istituzionale: questa mattina, infatti, hanno indossato il grembiule e cucinato insieme ai ragazzi, condividendo con loro un momento simbolico e fortemente inclusivo. Un gesto che ha voluto sottolineare come l’integrazione passi anche attraverso la quotidianità, la collaborazione e la capacità di costruire legami autentici.
«Questi ragazzi hanno dimostrato impegno, curiosità e una grande voglia di imparare» ha sottolineato Corrado Rossi, patron della Maccaroni, evidenziando come la cucina possa diventare un ponte tra culture e un possibile sbocco lavorativo per giovani che cercano un futuro stabile e dignitoso.
I responsabili del centro Il Delfino hanno rimarcato l’importanza del progetto come strumento di inclusione sociale, capace di offrire competenze spendibili e allo stesso tempo di valorizzare le tradizioni gastronomiche calabresi, trasformandole in occasione di incontro e crescita reciproca.
La mattinata si è conclusa con un momento conviviale, durante il quale i ragazzi hanno presentato alcuni dei piatti preparati durante il percorso, ricevendo applausi e incoraggiamenti da istituzioni, giornalisti e operatori.
“Cuochi d’altri mondi” lascia così un segno tangibile: dieci giovani che hanno scoperto un mestiere, una comunità che ha aperto le porte e un territorio che ha scelto di investire su integrazione, formazione e futuro.