“Oggi siamo qui ancora una volta a difesa della salute, un diritto inalienabile, costituzionalmente garantito e la cui tutela non può essere lasciata alla mercé di chi calpesta i diritti e non si fa scrupolo di alimentare il divario tra chi può permettersi di curarsi anche a caro prezzo e chi, invece, non può farlo, mentre, come sancito dalla nostra stessa Carta costituzionale, avrebbe diritto a cure gratuite”.
Lo ha detto il Sindaco di Cosenza, Franz Caruso, intervenendo a San Marco Argentano alla manifestazione sulla sanità pubblica organizzata dal Partito Democratico e svoltasi all’esterno dell’ex Ospedale “Pasteur”. Franz Caruso ha sottolineato l’importanza di iniziative a difesa di un territorio spesso trascurato e che, come tanti della nostra provincia, è stato dimenticato. “In passato – ha detto il primo cittadino di Cosenza - abbiamo combattuto una battaglia importante, come quella per l’apertura della strada delle Terme, e abbiamo raggiunto l’obiettivo. Questa volta, però, la sfida è più difficile – dobbiamo dirlo con molto realismo – perché abbiamo di fronte una battaglia, quella sulla sanità, che vado combattendo da anni e che non ha fatto finora registrare particolari passi in avanti, forse perché è mancata la consapevolezza che la battaglia sulla sanità non può avere colore politico, e che la sanità è un diritto universale”. Franz Caruso ha ricordato la sua storia politica: “sono notoriamente socialista, di sinistra, progressista, ma sono prima di tutto sindaco della mia comunità e rappresento tutti i miei amministrati, non solo quelli che mi hanno eletto”. Fatta questa premessa, entrando nel merito della questione al centro della manifestazione, il sindaco di Cosenza ha sottolineato “la necessità, cogente, dopo quindici anni di commissariamento, di pretendere in Calabria una sanità degna di questo nome. Un diritto sul quale si registra la disattenzione dei rappresentanti politici del centrodestra nel portare avanti con determinazione le battaglie sui territori. Il fatto che non ci siano più rappresentanti eletti in Parlamento, ma solo rappresentanti nominati, indebolisce il rapporto con il territorio e impedisce quella responsabilizzazione necessaria per portare le esigenze delle comunità a livello nazionale”. Franz Caruso ha, inoltre, criticato il regionalismo soprattutto nel settore della sanità. “Quando il servizio è stato differenziato – ha puntualizzato - e si è dato alle Regioni il potere di incidere sulla sanità, noi abbiamo pagato il prezzo più alto. Come al solito la Calabria è fanalino di coda, collocandosi agli ultimi posti in termini di servizi e prestazioni sanitarie”. Il primo cittadino di Cosenza ha, inoltre, ricordato che “nella nostra regione si spendono oltre 300 milioni di euro all’anno per la migrazione sanitaria, risorse che potrebbero essere utilizzate per potenziare la sanità locale. E la sanità pubblica deve essere in grado di riaffermare la sua centralità, per noi ineludibile e mai quasi subalterna alla sanità privata, così come la sanità pubblica non può essere un’impresa, poiché deve garantire assistenza a tutti i cittadini, senza distinzione di condizione sociale. Tutti, allo stesso modo, devono essere posti nella condizione di potersi curare, senza discriminazione alcuna e dobbiamo fare tutto il possibile affinché in Calabria si realizzino le condizioni per una buona sanità. Non bastano – ha incalzato ancora Franz Caruso - le strutture, pur fondamentali per l’efficienza e l’efficacia del sistema, ma c’è bisogno di medici, di personale sanitario e di infermieri in numero adeguato, capaci di garantire assistenza qualificata, soprattutto nelle urgenze e nelle emergenze”. Quindi il Sindaco di Cosenza ha toccato il tema degli ospedali e delle case di comunità. “Non sono ottimista – ha ammesso a chiare lettere -. In Calabria non è partita neppure una casa di comunità e si pensa che da febbraio a giugno possano chiudersi tutti i lavori? I cantieri non sono neanche aperti. Parlo per Cosenza dove il Comune ha messo a disposizione un immobile importante, dove prima aveva sede la Polizia municipale, per realizzare nel centro storico una casa di comunità e un ospedale di comunità. L’assessore regionale mi ha chiesto di consegnarlo con urgenza e io l’ho fatto a marzo del 2025. Oggi, 7 febbraio 2026, non solo non è partito neanche un cantiere, ma non c’è neanche una recinzione. Nulla di nulla. E allora, come si può pensare che in cinque mesi, con la burocrazia del nostro Paese, si riesca a progettare, appaltare e realizzare un’opera? Ci prendono in giro? Io non mi faccio prendere in giro”. Franz Caruso ha, quindi, ribadito di non demordere e di seguitare a portare avanti una battaglia seria per la sanità, richiamando anche l’attenzione sullo spostamento dell’Hub deciso dalla Regione e che ha privato Cosenza di un servizio fondamentale. “La salute dei cittadini - ha affermato - non può aspettare, non può essere subordinata a logiche politiche o burocratiche. La Calabria merita investimenti concreti, strutture efficienti e personale qualificato, perché ogni cittadino abbia diritto a curarsi vicino a casa propria, in sicurezza e con dignità”.