COSENZA1SPECIAL.it

 

Tra sangue, fede e fioriture: l’Italia che non smette di stupire
01/04/2026
|
Attualitą
 

12/10/2026
Dal prossimo mese di febbraio il treno Freccia che collega ...

11/10/2026
I lupacchiotti di mister Mendicino inaugurano il campionato con una ...

11/10/2026
Programmazione condivisa, formazione tecnica e valorizzazione dei ...

11/10/2026
I Lupi riescono a prendersi la posta in palio dopo una partita ...

09/10/2026
Il PalaPirossigeno si prepara a vivere un pomeriggio ...

Cosenza Calcio - Kratos Bisignano, salta l'allenamento congiunto del ...

Entrano in funzione tutti i servizi della “Green Island” ...

Entra nel vivo l’esodo estivo con la settimana che porta al ...

Il presente comunicato viene diffuso nel rispetto dei diritti della ...

Da oggi sui canali ufficiali social della Polizia di Stato , su ...

In Calabria, la Pasqua si vive anche nei suoi aspetti più profondi e forti, tra riti che affondano le radici nei secoli e che ancora oggi conservano un’intensità rara. Il 3 e 4 aprile 2026, a Nocera Terinese, torna il rito dei Vattienti, una delle manifestazioni più antiche e controverse della Settimana Santa. Un’esperienza che si presta a un fuoriporta di Pasqua fuori dagli schemi, capace di raccontare la devozione popolare nella sua forma più estrema.

Le origini di questo rito risalgono al Seicento e, nel tempo, la tradizione è rimasta sorprendentemente fedele a se stessa. I Vattienti – dal verbo dialettale “battere” – si autoflagellano durante le processioni, colpendo gambe e polpacci fino a provocare la fuoriuscita di sangue. Un gesto che non è spettacolo, ma atto di penitenza e devozione, spesso legato a un voto alla Madonna Addolorata.

I protagonisti indossano abiti scuri, lasciando scoperte le gambe, e utilizzano strumenti rituali ben precisi: la “rosa”, un disco di sughero liscio che prepara la pelle, e il “cardo”, su cui sono inserite tredici piccole schegge di vetro, simbolo di Cristo e degli apostoli, che incidono la carne. Accanto a ogni Vattiente c’è l’“Eceomo” (Ecce Homo), figura vestita di rosso che accompagna il rito e rappresenta il Cristo sofferente.

Il momento più intenso si vive durante la processione della Madonna Addolorata, quando il corteo attraversa le vie del paese e il sangue diventa simbolo concreto della Passione, trasformando lo spazio urbano in un luogo di forte impatto emotivo.

Un rituale simile si svolge anche a Verbicaro, dove la tradizione si rinnova il Giovedì Santo, confermando quanto questi riti siano radicati nel territorio e nella cultura locale.

Quella dei Vattienti è una tradizione che divide: c’è chi la considera un’espressione autentica di fede e chi ne mette in discussione la durezza. Ma al di là delle opinioni, resta una testimonianza potente di devozione popolare, capace di raccontare un legame profondo tra religione, identità e storia. Un’esperienza intensa, non adatta a tutti, ma capace di lasciare un segno indelebile.

Fonte e foto: fuoriporta.org

Commenta

 
COSENZA1SPECIAL.it
Contatta la Redazione di Cosenza1Special.it
info@cosenza1special.it - Fax 0984 - 1801110

Privacy Policy

© Copyright 2015 - COSENZA1SPECIAL.IT
Registrazione Tribunale di Cosenza n.7 del 10/09/2012
Direttore Responsabile Osvaldo Morisco