Perché studiare Statistica e perché farlo all’Università della Calabria.
“L’estate più calda di sempre”. “I giovani continuano a lasciare il Sud”. “Questo partito è in testa nei sondaggi”. “Un nuovo farmaco funziona meglio del precedente”.
Sono frasi che leggiamo continuamente sui giornali, sui social e nei notiziari. Sembrano semplici, immediate. Eppure, dietro ognuna di esse c’è una domanda fondamentale: come facciamo a saperlo?
Per affermare che un’estate è la più calda di sempre bisogna confrontare informazioni raccolte nel tempo e in luoghi diversi. Per capire se i giovani stanno davvero emigrando di più bisogna osservare come cambia il fenomeno negli anni. Per dire che un partito è avanti nei sondaggi bisogna partire dalle risposte di un numero limitato di persone e cercare di capire cosa possano raccontare di un’intera popolazione.
In tutti questi casi entra in gioco la Statistica.
E, anche se spesso non ce ne accorgiamo, la Statistica è già nella nostra vita di tutti i giorni. È nelle previsioni del tempo che controlliamo prima di uscire, nei suggerimenti di Netflix o Spotify, nelle applicazioni che stimano il traffico, nelle decisioni di una banca, nelle analisi di un ospedale, nelle strategie di un’impresa. Ogni volta che dai dati si cerca di ricavare un’informazione utile, formulare una previsione o prendere una decisione, c’è un problema statistico da affrontare.
La crescita dell’Intelligenza Artificiale rende tutto questo ancora più attuale. Gli algoritmi sono oggi capaci di elaborare quantità enormi di informazioni e di produrre risultati in tempi rapidissimi. Ma strumenti sempre più potenti non rendono meno importante comprendere i dati: rendono ancora più importante saperli leggere, capire quando una risposta è affidabile e quando invece può essere fuorviante. Più aumenta la capacità delle macchine di elaborare informazioni, più cresce il valore di chi sa attribuire a quelle informazioni un significato.
È in questo scenario che la Statistica ha assunto negli anni un ruolo sempre più centrale all’Università della Calabria. Nel Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza “Giovanni Anania” si è consolidato un ambiente di formazione e ricerca nel quale metodi statistici, Data Science e metodi computazionali moderni vengono affrontati come parti di uno stesso linguaggio: quello necessario per comprendere fenomeni complessi attraverso i dati.
Questo percorso prende forma già nella laurea triennale in Statistica per Data Science, prosegue nella laurea magistrale in Data Science per le Strategie Aziendali e si estende alla formazione post-laurea con il Master di II livello in Artificial Intelligence & Data Science. Più che tre percorsi distinti, rappresentano livelli diversi di una stessa idea di formazione: costruire competenze quantitative solide, capaci di evolvere insieme agli strumenti, ai problemi e alle professioni che ruotano intorno ai dati.
La capacità di inserirsi in contesti professionali molto diversi è uno dei principali punti di forza della formazione statistica. Le competenze legate all’analisi dei dati sono oggi richieste nell’industria, nella consulenza, nella finanza, nella sanità, nella ricerca, nel marketing, nelle imprese tecnologiche e nella pubblica amministrazione. Ma, più che l’elenco dei singoli settori, conta la natura della competenza acquisita: saper leggere problemi complessi attraverso i dati e trasformare l’informazione disponibile in uno strumento per prendere decisioni.
I dati più recenti confermano questa capacità di inserimento: a tre anni dalla laurea magistrale, 9 laureati su 10 risultano occupati. Un dato che racconta una domanda di competenze concreta e continua, e che acquista un significato particolare nel contesto calabrese.
Negli ultimi anni, infatti, imprese, società di consulenza, amministrazioni pubbliche, banche, realtà tecnologiche e nuovi insediamenti produttivi presenti sul territorio hanno aumentato la richiesta di profili capaci di lavorare con i dati. È anche a questa trasformazione che l’Università della Calabria cerca di rispondere, formando professionalità che possano trovare rapidamente collocazione nel mercato del lavoro locale e contribuire direttamente allo sviluppo economico e istituzionale della regione.
Per molti giovani calabresi, questo significa poter costruire un percorso professionale qualificato senza considerare necessariamente il trasferimento verso il Nord come unica prospettiva. La Data Science e la Statistica sono, per loro natura, competenze fortemente trasferibili e aperte a opportunità nazionali e internazionali; ma proprio per questo possono rappresentare anche uno strumento per trattenere capitale umano qualificato sul territorio, mettendolo in relazione con una domanda locale che negli ultimi anni è diventata sempre più evidente.
La sfida, allora, non è soltanto formare laureati in grado di trovare lavoro, ma creare professionisti capaci di scegliere dove applicare le proprie competenze e di contribuire, anche restando in Calabria, ai processi di innovazione che attraversano imprese, istituzioni e pubblica amministrazione.
La forza della Statistica sta forse qui. Il prossimo titolo potrebbe parlare di clima, economia, salute, elezioni o algoritmi. Dietro quel titolo, certamente ci saranno dei dati.
E qualcuno dovrà saperli interpretare.