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L’Unitalsi Calabria incontra i vescovi, il “Treno Bianco” è una valida opportunità pastorale
20/09/2026
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Non lasciare indietro nessuno. È questo il filo conduttore dell’audizione dell’U.N.I.T.A.L.S.I. Calabria davanti alla Conferenza Episcopale Calabra, riunita l’11 settembre. Un confronto importante, nel quale il Presidente regionale dott. Vincenzo Trapani Lombardo e l’Assistente regionale don Giovanni Battista Tillieci hanno portato all’attenzione dei Vescovi non soltanto le difficoltà che oggi attraversano l’Associazione, ma soprattutto la necessità di guardare al futuro con coraggio, rilanciando una presenza che da oltre un secolo rappresenta un punto di riferimento per persone ammalate, con disabilità, anziane e pellegrini. Dal 1903 l’U.N.I.T.A.L.S.I. accompagna a Lourdes e nei luoghi della fede migliaia di persone, trasformando il pellegrinaggio in un’esperienza nella quale fede, carità, fraternità e servizio si intrecciano profondamente. Una missione che oggi, di fronte ai cambiamenti della società e alle nuove fragilità, chiede di essere riscoperta nella sua essenzialità. La situazione, infatti, non è semplice. Il calo del ricambio generazionale, l’aumento dei costi, le difficoltà organizzative e una progressiva perdita di slancio attorno ai due pilastri dell’esperienza unitalsiana – preghiera e servizio – pongono interrogativi importanti sul futuro dell’Associazione. A queste difficoltà si aggiunge la situazione di alcune delle 16 Sottosezioni calabresi, realtà che il Consiglio regionale ha scelto comunque di accompagnare e sostenere, nella consapevolezza che non si possa disperdere un patrimonio umano e associativo costruito attraverso decenni di impegno e di testimonianza. In questo percorso assume un ruolo fondamentale anche la figura dell’Assistente spirituale. Non soltanto una presenza liturgica, ma un vero punto di riferimento pastorale: una figura capace di creare un ponte tra l’Associazione, le Sottosezioni e i Vescovi, favorendo formazione, comunione ecclesiale e accompagnamento delle realtà territoriali.

Tra i temi più significativi affrontati durante l’audizione c’è stato quello del futuro dei pellegrinaggi e, in particolare, del “Treno Bianco”. La richiesta di tornare a promuovere il pellegrinaggio ferroviario non nasce dalla nostalgia di un’esperienza del passato. Al contrario, rappresenta una scelta profondamente legata alla missione dell’U.N.I.T.A.L.S.I.: garantire a tutti la possibilità di arrivare a Lourdes. Ci sono infatti ammalati, persone con disabilità e pellegrini che, per le proprie condizioni di salute o semplicemente perché non se la sentono di affrontare un viaggio in aereo, non possono utilizzare quel mezzo di trasporto. Per loro il treno continua a rappresentare una possibilità concreta, accessibile e soprattutto comunitaria. Sul “Treno Bianco” il viaggio diventa parte integrante del pellegrinaggio: si condivide il tempo, ci si aiuta, si prega insieme, si incontrano persone che spesso arrivano da realtà diverse e si costruisce quella particolare dimensione di fraternità che da sempre caratterizza l’esperienza unitalsiana. Non è dunque soltanto una questione di trasporto. È una questione di inclusione. Il “Treno Bianco”: una scelta pastorale.

Si è anche parlato dell’importanza e la bellezza della presenza del Vescovo sul treno. Un esempio concreto di questa dimensione è arrivato dall’ultimo pellegrinaggio di giugno, quando sul treno diretto a Lourdes era presente S.E. mons. Giuseppe Alberti, Vescovo di Oppido Mamertina-Palmi. La sua presenza ha rappresentato per ammalati, pellegrini e volontari un segno particolarmente significativo di quella vicinanza della Chiesa che può essere definita, insieme, paterna e materna: una presenza discreta e concreta, capace non soltanto di benedire il cammino, ma di condividerne la quotidianità, le fatiche, le gioie e gli incontri. È proprio partendo da questa esperienza che don Giovanni Battista Tillieci, rivolgendosi a S.E. Mons. Fortunato Morrone, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova e presidente della C.E.C., ha espresso l’auspicio che, come avveniva in passato, siano gli stessi Vescovi a organizzarsi per individuare chi di loro potrà accompagnare i futuri pellegrinaggi. Ma la proposta va oltre la semplice presenza episcopale sul treno. L’obiettivo è che ogni diocesi possa riconoscere e promuovere il pellegrinaggio con l’U.N.I.T.A.L.S.I. come un vero “pellegrinaggio diocesano”. Significa restituire al pellegrinaggio la sua piena dimensione ecclesiale: ammalati, persone con disabilità, volontari, vescovi, sacerdoti e pellegrini non come realtà separate, ma come un’unica comunità in cammino. Una Chiesa che accompagna. In questa prospettiva, il sostegno dei Vescovi assume un significato che va oltre l’aspetto organizzativo. Per l’U.N.I.T.A.L.S.I. Calabria si tratta di riscoprire una collaborazione più stretta con le Chiese locali, affinché ogni Sottosezione possa sentirsi realmente parte della comunità diocesana. Il confronto con la C.E.C. ha rappresentato, quindi, anche un invito a ritrovare insieme le ragioni profonde del servizio unitalsiano: stare accanto a chi è fragile, accompagnare chi ha bisogno e fare in modo che nessuno venga escluso dall’esperienza della fede e della comunità.

Al termine dell’audizione, mons. Morrone ha ringraziato il presidente Trapani Lombardo e don Tillieci per il lavoro svolto e per quello che continueranno a fare nell’accompagnamento delle Sottosezioni calabresi in questa fase particolarmente importante. Il presidente della C.E.C. ha inoltre assicurato che i Vescovi accolgono positivamente quanto emerso nell’audizione e si impegneranno a essere presenti negli incontri preparatori alle prossime elezioni associative nelle rispettive diocesi. Entro dicembre 2026, l’UNITALSI Calabria sarà chiamata al rinnovo dei propri Consigli. Un appuntamento che non si vuole vivere come una semplice scadenza organizzativa, ma come un’occasione di rinnovamento, discernimento e rilancio. È questa, probabilmente, la vera sfida che attende l’Associazione: ritrovare nuove energie senza perdere la propria identità; coinvolgere le nuove generazioni senza dimenticare la storia; sostenere le realtà più fragili senza lasciare indietro nessuno. Perché il viaggio verso Lourdes non è soltanto quello che conduce a una meta. È il viaggio di una comunità che sceglie di camminare insieme, mettendo al centro chi è più fragile. Ripartire dall’essenziale per continuare a servire senza lasciare indietro nessuno. È questa la strada che l’UNITALSI Calabria ha indicato alla Conferenza Episcopale Calabra. E forse è proprio questa la sfida del prossimo futuro: fare in modo che ogni persona, qualunque siano le sue condizioni, possa ancora sentirsi attesa, accolta, accompagnata e parte di una Chiesa che cammina con lei.

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