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Sequestrati importi per 900mila euro per indebita percezione
24/11/2022 |
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28/08/2026
Un brusco risveglio per la comunità di Cassano ...
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28/08/2026
«A Cirò Marina la scelta di decidere insieme, con un ...
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28/08/2026
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27/08/2026
Hanno provocato un incendio distruggendo centinaia di piante di ...
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27/08/2026
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, ...
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Cosenza Calcio - Kratos Bisignano, salta l'allenamento congiunto del ...
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Entrano in funzione tutti i servizi della “Green Island” ...
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Entra nel vivo l’esodo estivo con la settimana che porta al ...
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Il presente comunicato viene diffuso nel rispetto dei diritti della ...
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Da oggi sui canali ufficiali social della Polizia di Stato , su ...
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Nel premettere che i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta a indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, il Gruppo della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, coordinato dal Procuratore della Repubblica, nell’ambito delle funzioni di polizia economico - finanziaria a tutela del bilancio nazionale, hanno eseguito specifici controlli finalizzati a contrastare le condotte di indebita richiesta, percezione e/o fruizione di prestazioni sociali agevolate, individuando e segnalando all’Autorità Giudiziaria nr. 111 soggetti, perlopiù stranieri, ritenuti responsabili della violazione di cui all’art. 7, c. 1, del D.L. nr. 4/2019 (Legge nr. 26/2019). La normativa vigente prevede che affinché il cittadino straniero possa beneficiare del suddetto contributo pubblico debba essere residente in Italia da almeno 10 anni al momento della presentazione della richiesta, dei quali, almeno gli ultimi 2 anni, in maniera continuativa. Partendo da tali prescrizioni, l’attività di controllo, eseguita anche attraverso l’approfondimento delle informazioni messe a disposizione dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza condotta in stretta collaborazione con l’INPS, è stata indirizzata alla verifica del predetto requisito accertando l’utilizzo di false attestazioni nelle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (D.S.U.) da parte dei predetti soggetti perlopiù di nazionalità extracomunitaria. Gli stessi, infatti, pur non avendo maturato il periodo di residenza richiesto dalla norma hanno comunicato all’Ente erogatore di esserne, comunque, in possesso.
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