Piogge torrenziali, venti impetuosi e mareggiate violente. Il passaggio del ciclone Harry ha lasciato ferite profonde nel Crotonese, causando danni estesi soprattutto lungo la costa e nelle aree portuali. Un bilancio pesante sul piano materiale, ma con un dato che consola: nessuna vittima né feriti. Un’emergenza che ha trovato immediata reazione nella mobilitazione delle associazioni ambientaliste e del mondo del volontariato. È dall’impegno di Ambiente Mare Italia - AMI che prende forma la risposta del territorio dopo il passaggio devastante del ciclone Harry. In collaborazione con la Lega Navale Sezione di Cirò Marina, AMI ha promosso e coordinato un’importante iniziativa di raccolta dei rifiuti nel porto della città calabrese, trasformando il dopo-ciclone in un’occasione di responsabilità e cura del mare.
Nel corso dell’azione di pulizia, svoltasi ieri, «Sono stati raccolti numerosi bustoni di rifiuti per poco meno di una tonnellata di rifiuti. Abbiamo recuperato plastica, polistirolo, bottiglie, scarpe, sughero utilizzato dai pescatori- ha spiegato Enzo Valente, delegato AMI-. Materiali trasportati dal mare e accumulati sia all’interno del porto che lungo il muro foraneo. Un ringraziamento particolare alla sensibilità e alla collaborazione del Comune di Cirò Marina, nelle persone del sindaco ff Andrea Aprigliano e dell’assessore all’Ambiente Andrea Mistretta e a tutti i soci della Lega Navale della città, presenti numerosi».
Un intervento reso possibile dalla collaborazione di numerose realtà locali, tutte coinvolte da Ambiente Mare Italia nella giornata di impegno civico: Lega Navale sezione di Cirò Marina, Associazione Nazionale Carabinieri, Pro Loco Cirò Marina, amministrazione comunale, operatori comunali, Prociv Arci GPII Cirò, Associazione Pensionati, Scout Adultiraider e i giovani di Forza Italia Cirò Marina. Una rete che ha dimostrato come la risposta all’emergenza possa diventare un esempio di coesione e partecipazione attiva.
«In poco tempo si sono concentrati danni enormi», ha spiegato Pasquale Martire, presidente della Lega Navale, mentre la città fa i conti con le conseguenze della tempesta. La maggior parte delle imbarcazioni era stata messa in sicurezza prima dell’arrivo del ciclone, ma non tutti hanno rispettato le allerte meteo. Un’imbarcazione è andata distrutta ed è stata recuperata solo durante una breve tregua del maltempo. A soffrire maggiormente è il comparto della pesca: pescherecci fermi da oltre una settimana, cooperative bloccate e un’intera filiera messa in ginocchio.
Sul significato dell’iniziativa è intervenuto anche il presidente nazionale di Ambiente Mare Italia, Alessandro Botti: «Il ciclone Harry ha messo in evidenza, ancora una volta, la fragilità dei nostri territori costieri. Ma ha anche mostrato la forza delle comunità che scelgono di non voltarsi dall’altra parte. La tutela dell’ambiente non è solo un tema ecologico: è una responsabilità sociale, economica e culturale. Ripartire dal mare significa investire nel futuro di questi territori».
L’impegno di AMI, infatti, non si esaurisce nella gestione dell’emergenza. L’associazione è attivamente impegnata nel monitoraggio costante di spiagge e fondali marini, segnalando la presenza di reti da pesca, plastiche e rifiuti pericolosi per consentire interventi rapidi ed efficaci. Centrale anche il lavoro di sensibilizzazione, rivolto soprattutto a cittadini e scuole, per promuovere buone pratiche ambientali e un cambiamento duraturo negli stili di vita.
Dal dopo-ciclone emerge così l’immagine di un territorio ferito ma non rassegnato, capace di reagire facendo leva sull’impegno civico e sulla difesa del bene comune più prezioso: il mare.