La protesta contro il caro carburante continua a mobilitare la Calabria. Da giorni agricoltori, allevatori, autotrasportatori, lavoratori e cittadini sono scesi in strada in diversi punti della regione, dando vita a presidi e manifestazioni per denunciare l'aumento dei costi e una situazione economica che, secondo i manifestanti, sta diventando sempre più difficile da sostenere.
Da Crotone a Isola Capo Rizzuto, da Pizzo a Davoli Marina, la mobilitazione sta coinvolgendo un numero crescente di persone. Il caro carburante rappresenta il punto di partenza della protesta, ma le istanze espresse in questi giorni riguardano una difficoltà più ampia: l'aumento dei costi di produzione e di gestione delle attività, il divario tra i prezzi riconosciuti ai produttori e quelli finali per i consumatori, le difficoltà delle imprese agricole e, più in generale, il peso crescente delle spese sulle famiglie. Le organizzazioni promotrici hanno inoltre posto l'attenzione sulle importazioni e sui danni provocati dalla fauna selvatica ai raccolti.
Una protesta che, dunque, non riguarda più soltanto gli agricoltori. Tra i presidi si raccolgono le preoccupazioni di cittadini e lavoratori che chiedono alle istituzioni di intervenire davanti a un aumento del costo della vita che incide quotidianamente sui bilanci familiari e sulla possibilità stessa di mandare avanti attività e imprese.
A Davoli Marina, dove il presidio sulla Statale 106 prosegue, il confronto con le istituzioni ha riportato al centro proprio questa dimensione più ampia della protesta.
Il sindaco di Davoli sottolinea la necessità di farsi carico delle difficoltà espresse dalla comunità:
“L'istanza dei cittadini non si può non condividere. Siamo in un momento di difficoltà per le famiglie. Noi, come istituzione locale, dobbiamo farci carico di questa problematica. Non è una situazione locale, ma europea, che va affrontata subito con serietà. Abbiamo avuto qualche ribasso sul prezzo, ma non è una soluzione”.
Nel corso del confronto con i manifestanti, anche il tema della risposta delle istituzioni regionali è stato posto con forza. Il giornalista e comunicatore Lino Polimeni, presente nei luoghi della protesta, ha raccolto le richieste di chi chiede una presa di posizione chiara da parte della Regione e del presidente Roberto Occhiuto.
“La gente vuole che il presidente Occhiuto prenda posizione su quanto sta succedendo in Calabria”, è il senso della richiesta espressa dai manifestanti, che ricordano come i presidi di Crotone, Isola Capo Rizzuto, Pizzo e Davoli Marina fossero programmati già da giorni e chiedono alle istituzioni di rappresentare concretamente le loro istanze.
A Davoli è arrivato anche il confronto con l'assessore regionale Giovanni Calabrese, che ha ascoltato agricoltori, lavoratori e imprenditori presenti al presidio.
“Sono qui ad ascoltare le istanze dei cittadini, ad ascoltarli. Sappiamo che c'è un problema serio. È doveroso da parte nostra essere qui e affrontare questa problematica seria”, ha dichiarato Calabrese.
Sul fronte delle possibili soluzioni, l'assessore ha sottolineato la necessità di un confronto con il Governo nazionale:
“Stiamo ragionando per trovare soluzioni con il Governo nazionale, che già sta cercando di trovare accordi con le compagnie. È una soluzione non voluta e non facile. Siamo certi che aver abbassato il prezzo del carburante va bene per altri territori, ma non basta per il nostro, che già vive altri disagi quotidiani”.
Il riferimento è alle misure di contenimento del prezzo del carburante, ritenute dai manifestanti e dagli amministratori locali non sufficienti a compensare le difficoltà strutturali che interessano il territorio calabrese. Anche l'assessore regionale all'Agricoltura Gianluca Gallo ha riconosciuto nei giorni scorsi la necessità di interventi ulteriori rispetto a quelli già adottati, evidenziando l'impatto dei rincari energetici e delle materie prime sul comparto agroalimentare.
Intanto, la mobilitazione prosegue. I manifestanti chiedono un segnale chiaro e concreto da parte delle istituzioni e fanno sapere di essere pronti a continuare la protesta fino a quando non arriveranno risposte ritenute adeguate alle difficoltà denunciate.
La mobilitazione “L'Italia scende in piazza”, promossa da diversi movimenti e comitati, prevede inoltre una grande manifestazione a Cosenza il prossimo 10 ottobre, dopo i presidi organizzati in questi giorni su tutto il territorio regionale.
La richiesta che arriva dalle piazze calabresi è una sola: interventi concreti, immediati e strutturali per consentire ad agricoltori, imprese, lavoratori e famiglie di continuare a lavorare e vivere sul territorio.