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Morano, l’Amministrazione comunale investe nell’arredo urbano
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Arredo cittadino e dintorni. Luci artistiche all’arco di Viale Aldo Moro e nel complesso conventuale di San Bernardino. Insegne toponomastiche in Viale Gaetano Scorza - il lungo cordone stradale che partendo dal cinquecentesco Palazzo del Principe introduce nell’abitato antico - e Via Annunziata - esattamente appiè del castello Normanno Svevo.

Cominciamo dall’illuminazione dei siti. Si è proceduto adeguando al contesto il profilo cromatico dei proiettori RGB installati, ottenendone un gradevole effetto visivo sia alla grande volta in Via A. Moro che all’atrio e campanile del monastero bernardiniano.

Quanto alle epigrafi - didascalica quella che indica il maniero medievale; di benvenuto quella posta sul cordolo del marciapiedi sottostante Palazzo Scorza - si presentano perfettamente in sintonia con l’ambiente circostante. I caratteri, tridimensionali, di media grandezza, il cui posizionamento è stato possibile grazie all’utilizzo di collanti speciali, svolgono una funzione propriamente esplicativa, ideati per richiamare delicatamente su di sé lo sguardo del visitatore.

«Abbiamo deciso di investire nel miglioramento urbano – spiega il consigliere comunale Geppino Feoli – dal momento che lo riteniamo strategico per lo sviluppo del paese. Si è voluto favorire i luoghi di approdo turistico per conferire un’immagine più bella e accogliente al paese, pensando anche all’impatto emotivo immediato, quasi istintivo, e alle peculiarità architettoniche di queste aree. Ciò che per molti potrebbe sembrare solo un piccolo intervento, è in realtà molto di più. È parte di un processo di recupero e rigenerazione complessiva (PNRR – progetto Riabitare Morano, docet) del patrimonio materiale e immateriale di cui disponiamo; uno sforzo collettivo sostenuto dal desiderio di arricchire il marchio Morano».  

«Vi sono molte e valide ragioni per curare con ancor più determinazione i nostri attrattori turistici» afferma il sindaco Nicolò De Bartolo. «Come sosteniamo da tempo, quanto stiamo provando a fare è frutto di una precisa idea di crescita sociale ed economica. Che passa sì dalla promozione degli eventi ludici e culturali, ma che soprattutto punta alla valorizzazione di ciò che abbiamo. Vogliamo che la “conservazione statica” e “l’innovazione dinamica” viaggino in equilibrio e in linea con le molteplici azioni portate a compimento in ambito turistico dalla nostra squadra; un ulteriore segnale di presenza attiva e attenzione a un centro storico di cui conosciamo le potenzialità ma anche le criticità per le quali continua il nostro impegno per risolverle».

 

 

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