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A San Nicola Arcella una due giorni dedicata alla terapia del dolore
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Il dg Antonio Graziano: «doveroso non lasciare soli i pazienti in questo tratto di strada. Occorre sinergia tra gli specialisti e formazione continua»

 

Lavoro sinergico e interdisciplinare per garantire a chi convive con il dolore un’esistenza dignitosa e sopportabile. Ma anche attenzione ai bambini, coloro che per natura dovrebbero sopravvivere ai genitori ma che il destino beffardo mette difronte a malattie inguaribili e che spesso richiedono cure palliative. Questo il tema del congresso dedicato alla Terapia del dolore e cure palliative: la multidisciplinarietà al servizio della prossimità» presso il Palazzo Lanza a San Nicola Arcella e che aggiunge un altro tassello al più ampio progetto promosso dal settore Prevenzione e Sanità pubblica del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria e dal coordinamento unico degli obiettivi di piano della direzione strategica dell’Azienda Sanitaria provinciale di Cosenza.

«Le buone pratiche e l’evoluzione dell’approccio terapeutico - commenta la presidente del congresso nonché coordinatrice di tutti i distretti dell’Asp di Cosenza, Angela Riccetti - passano essenzialmente dalla collaborazione tra le varie professionalità e dalla formazione continua. É fondamentale la presa in carico del paziente a livello multidisciplinare. E se per gli adulti - rilancia la dottoressa Riccetti - ci sono sul territorio strutture dedicate, il salto in più va fatto verso i bambini con l’apertura di ambulatori pediatrici».

«Le stime ci dicono che in Italia ad avere bisogno della terapia del dolore sono ben dieci milioni di pazienti - fa il quadro il direttore sanitario Martino Rizzo - e se fino a poco tempo fa eravamo indietro sul tema, oggi abbiamo attivato cinque ambulatori su tutta l’ASP che si occupano di trattare il dolore cronico e i pazienti, soprattutto oncologici, che hanno bisogno di questo tipo di assistenza. Ma stiamo cercando di garantire il giusto sollievo anche ai più piccoli. Attualmente in tutta la regione manca un ambulatorio di cure palliative pediatriche, pertanto vorremmo partire fin da subito con la formazione di personale in maniera tale da consentire anche ai piccoli pazienti di evitare il dolore che, oltretutto, è uno degli obblighi per le aziende sanitarie».

«Quando parliamo di cure palliative - specifica Gianfranco Filippelli, capo dipartimento dell’area Medica ospedaliera - ci riferiamo alle terapie sintomatiche dei pazienti oncologici che purtroppo devono affrontare questa fine vita ed è estremamente importante dare sostegno ai pazienti oncologici, ma anche alle loro famiglie e ai care giver, perché spesso si è soli in questa lotta verso il fine vita».

«Come azienda – chiosa il direttore generale Antonio Graziano - credo ci si debba porre degli interrogativi e trovare le soluzioni più adeguate per assistere quei pazienti affetti da patologie non curabili ma che hanno tutto il diritto di trascorrere l’ultima parte della loro esistenza nel miglior modo possibile. La nostra mission è quella di ritardare il più possibile l’evento morte, ci sono però malattie inarrestabili, penso a quelle oncologiche ma ce ne sono tante altre, dove bisogna accompagnare i pazienti al traguardo finale. Pertanto mi inorgoglisce che la nostra azienda si impegni anche in questa direzione con dedizione e con l’intenzione di non voler lasciare indietro nessuno. Ringrazio gli organizzatori del convegno, i relatori e tutti i presenti con la convinzione sempre più forte che il lavoro di squadra e la formazione siano le chiavi giuste per garantire un’assistenza sanitaria che metta al centro il paziente».

 

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