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Menopausa, ogni anno 135mila decessi per malattie circolatorie
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Ogni anno in Italia le malattie del sistema circolatorio causano oltre 135 mila decessi tra le donne; e le fratture del femore, spesso legate all’osteoporosi post-menopausale, registrano una mortalità tra il 15% e il 25% entro un anno dall’evento. Sono numeri che trasformano la menopausa da tema privato o tabù culturale a questione urgente di prevenzione sanitaria. Perché una donna entra mediamente in menopausa a 51 anni e, in una prospettiva di vita circa 86 anni, può vivere circa 35 anni in questa fase: un tempo enorme nel quale cuore, ossa, metabolismo, energia e qualità della vita vanno governati con informazione corretta, consapevolezza, controlli mirati e, quando necessario, terapia. Sono al tempo stesso l’allarme e il messaggio lanciati dall’evento Menopausa e Leadership – Quando la performance cambia forma, ospitato nella cornice dell’Hotel Ariha a Cosenza e promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario, con gli interventi di Michela Taccola, medico chirurgo estetico, medico tricologo e divulgatrice, e Francesca Liparota, coach con formazione economica, coordinati da Lenin Montesanto e introdotti da Filomena Greco, consigliere regionale e componente della Terza Commissione Sanità, attività sociali e formative. Un appuntamento partecipato che ha posto una questione precisa: anche in Calabria serve una rete stabile di sensibilizzazione, medici preparati e strumenti di prevenzione per accompagnare le donne in una fase che incide su salute, lavoro, leadership e qualità della vita. C’è bisogno di parlare molto di più di menopausa. È questa la sintesi del contributo di Michela Taccola, intervenuta sul tema Menopausa ieri, oggi, domani. Cosa chiedono le donne, che ha messo al centro un dato culturale prima ancora che sanitario: troppe donne arrivano impreparate a questa fase, non riconoscono i sintomi, ricevono informazioni contrastanti o insufficienti, faticano a trovare medici formati e finiscono spesso per normalizzare disturbi che incidono su sonno, energia, umore, sessualità, metabolismo, concentrazione e benessere quotidiano. Ecco perché serve un’informazione corretta, serve prevenzione e consapevolezza che possono cambiare radicalmente la qualità della vita nel lungo periodo. Perché la menopausa non è la fine di qualcosa ma l’inizio di una nuova e importante fase di vita. Le evidenze presentate raccontano una urgenza precisa. Il 74,6% delle donne in perimenopausa soffre di disturbi; il 45,5% ritiene che i medici siano ancora impreparati sulla menopausa; solo il 7,6% assume una terapia ormonale sostitutiva, mentre il 68,1% ritiene che la menopausa non debba essere trattata con terapie. Numeri che dicono una cosa chiara: non manca solo una cura, manca spesso la possibilità di scegliere con piena consapevolezza. Trattare la menopausa significa fare prevenzione, proteggere salute cardiovascolare, salute ossea, equilibrio psicofisico e healthspan, cioè durata della vita vissuta in buona salute. Il contributo di Francesca Liparota ha spostato il tema sul terreno dell’identità e della leadership. Dal ROI tradizionale (Return on Investment) al ROI identitario (Return on Identity): non tutto il rendimento si misura nei risultati esterni, nella produttività o nel fare di più. In questa fase della vita diventa centrale investire su ciò che rafforza chi si è diventate: competenze, esperienza, selettività, autenticità, capacità di scegliere dove concentrare energie e risorse. È la logica della leadership metabolica: non iperattività, ma lucidità; non prestazione continua, ma valore generato con maggiore coerenza. È stata, invece, la Consigliera regionale Greco a ribadire l’aspetto socialmente delicato della menopausa che arriva spesso nel momento in cui le donne sono all’apice della carriera e delle responsabilità familiari. Ridurla a fragilità o problema medico significa non vedere la complessità di una fase che può trasformarsi in passaggio evolutivo. La performance non si riduce: cambia forma, diventando efficacia, equilibrio, autorevolezza. Per questo la seconda metà della vita non va letta come ridimensionamento, ma come opportunità di leadership più consapevole, autentica e matura. Apprezzando la qualità degli interventi e l’importante e qualificata partecipazione di pubblico, di medici ed operatori della sanità all’originale iniziativa promossa, Montesanto ha sottolineato il valore aggiunto che l’approfondimento su temi apparentemente settoriali o esclusivamente di natura medico-scientifica ha rispetto alla necessità di smontare tabù e ovvietà di tipo culturale e di mentalità. Nell’elogiare l’impegno distintivo che vede la divulgatrice Taccola impegnata in tutte le regioni italiane sulla sensibilizzazione al governo della menopausa e nel ringraziare, attraverso la consigliera Greco tutta la rete della Fondazione Bellisario, il Coordinatore si è complimentato, in particolare, con la coach Liparota per aver condiviso un metodo di analisi e di esortazione al cambiamento di chiave di lettura (il passaggio dal ROI tradizionale al ROI identitario), utilissimo sicuramente parlando di menopausa, ma perfettamente replicabile – ha concluso Montesanto citando il modello dei Marcatori Identitari Distintivi (MID) - in contesti, progetti e dinamiche di tipo sociale-turistico ed economico.

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