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Settembre è il vero Capodanno per gli italiani del Mezzogiorno
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Per due su tre, ritrovare il ritmo della quotidianità è faticoso

Una ricerca commissionata da Amazon Alexa ad AstraRicerche rivela che nel Sud Italia un intervistato su tre dedica oltre un’ora al giorno a organizzare i propri impegni – più di 22 giorni all’anno.  L'AI emerge come alleata per recuperare tempo ed energie mentali: oltre otto su dieci sono disponibili a delegare alcune attività a un assistente AI.

 Milano, 14 settembre 2026 – Per i quasi 20 milioni di italiani[1] che hanno scelto il mese di agosto per partire, le vacanze sono ormai un lontano ricordo: le sveglie hanno ricominciato a suonare e le agende a riempirsi. A metà settembre, il ritorno alla quotidianità è realtà per molti: insieme a lavoro e scuola sono tornati anche appuntamenti, scadenze, spesa, pasti e tutte quelle piccole cose da ricordare, organizzare e incastrare ogni giorno. È proprio la somma di queste incombenze a rendere il rientro più faticoso, un carico che va oltre la semplice agenda, in quanto sottrae tempo ed energie a ciò che si vorrebbe fare per sé.

A raccontarlo è una nuova indagine realizzata da AstraRicerche per Amazon Alexa, secondo cui due italiani su tre (66%) valutano abbastanza o molto faticoso tornare alla routine. Nel Sud – Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia – la quota si attesta al 65%. Più che gennaio, è settembre ad assumere i contorni di un vero Capodanno della quotidianità: oltre un terzo degli intervistati del Mezzogiorno (36%) dichiara di rientrare nella routine da metà settembre in poi, fino ad arrivare a ottobre.

Tra i supporti per alleviare la fatica mentale di questa fase, la ricerca rivela un’apertura nei confronti dei nuovi assistenti basati sull’AI generativa, con quasi sei intervistati su dieci nel Sud (59%) disposti a provare un assistente personale capace di agire davvero e portare a termine alcuni compiti. In Campania la quota raggiunge il 74%.

Quando riparte tutto insieme, la fatica si fa sentire

Tornare ai soliti ritmi al Sud appesantisce più della metà degli intervistati (58%). In Abruzzo pesa sul 58% la gestione della casa; le pratiche rimaste in sospeso sono particolarmente sentite in Basilicata (47%) e in Puglia (43%), mentre in Calabria la riorganizzazione di impegni e appuntamenti arriva al 48%.

In generale, per tutti resta la fatica di riprendere la programmazione di spesa e pasti. Le principali criticità riguardano trovare idee per pasti sani e vari (43%), riuscire a conciliare i tempi (35%) e avere energie dopo il lavoro (30%), confermando come il peso maggiore risieda nella pianificazione.

Anche una volta superato il rientro, questo lavoro organizzativo non scompare, e la somma delle piccole incombenze quotidiane che prevedono di predisporre, prendere decisioni, ricordare e confermare le cose da fare genera almeno un certo livello di fatica per tre abitanti del Sud su quattro (75%).

Dieci minuti per una pratica, altri cinque per organizzare un appuntamento, un messaggio che cambia i programmi, il supermercato da incastrare prima di cena: se uno alla volta sembrano compiti minimi, messi insieme diventano un fardello temporale e mentale non trascurabile. Infatti, nel Sud  un intervistato su tre dedica alle incombenze più di un’ora al giorno, l’equivalente di oltre 22 giorni all’anno. In Basilicata la quota si attesta al 35%.

E se questo carico si potesse alleggerire?

È in questo spazio fatto di micro-decisioni, pianificazione e attività ripetitive che gli assistenti vocali potenziati dall’AI generativa possono trovare un ruolo tangibile aiutando a cercare informazioni, ricordare scadenze, organizzare impegni e portare a termine alcune attività. Nel Sud, i benefici attesi si distribuiscono in modo piuttosto equilibrato tra minor carico mentale e maggiore serenità (34%), recupero di tempo (33%) e una migliore organizzazione ed efficienza (30%). In altre parole, il valore dell’AI sembra stare soprattutto nella possibilità di restituire spazio alla giornata e a sé stessi.

Il passo in più riguarda la possibilità di passare dalla risposta all’azione: nel Sud oltre la metà degli intervistati (54%) guarda con interesse a un assistente AI capace di svolgere concretamente alcune attività. La quota sale al 58% in Sicilia e al 55% in Calabria. E non si tratta soltanto di curiosità: quasi sei intervistati su dieci nell’area (59%) si dichiarano intenzionati a provarlo.

Proprio il rientro è uno dei momenti in cui questo aiuto appare più tangibile: nel Sud il 44% degli intervistati ritiene utile il supporto di un assistente AI capace di conoscere le proprie preferenze e semplificare alcune decisioni.

Delegare attività concrete, senza perdere il controllo

Il modello desiderato è quello di un assistente che affianca nelle decisioni: nel Sud, il 36% preferirebbe che proponesse una soluzione, lasciando poi all’utente la conferma finale, mentre per il 38% il livello di delega dipende dal tipo di attività; in Molise quest’ultima modalità riguarda il 53% degli intervistati. Nel complesso, oltre l’85% degli abitanti del Sud si dice disponibile a delegare almeno in qualche forma, una quota che in Puglia sale all’87%. Tra le attività concrete che affiderebbero più volentieri a un assistente AI, in Abruzzo il 52% affiderebbe volentieri il fissare un appuntamento, mentre i campani si mostrano particolarmente aperti alla chiamata di un taxi (71%).

Infine, per i rispondenti del Mezzogiorno, il valore aggiunto dell’assistente AI risiede anche nella capacità di conoscere chi lo utilizza e accompagnarlo nei diversi momenti della giornata. Il 46% degli abitanti dell’area ritiene infatti che diventi più efficace quanto più conosce gusti, preferenze e abitudini dell’utente, mentre il 56% apprezza la possibilità di iniziare un’attività su un dispositivo e proseguirla su un altro, ottimizzando i tempi e garantendo un’esperienza fluida e continuativa.

Alexa+ porta queste capacità nella quotidianità attraverso un’esperienza sempre più personalizzata. La nuova versione di Alexa basata sull’AI generativa può infatti mantenere il contesto delle conversazioni e conoscere progressivamente preferenze, abitudini e informazioni condivise dall’utente, così da offrire un supporto più naturale e rilevante. E può passare dalla conversazione all’azione: ad esempio, trovare e prenotare un ristorante con la voce, grazie all’integrazione con TheFork.

“La svolta agentica non è ancora parte della vita degli italiani e degli abitanti del Sud, ma è prossima a venire”, dichiara Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche. “Quello che questa ricerca mostra chiaramente è che gli italiani sono perfettamente consapevoli dell’utilità dell’AI, con cui non solo si dialoga ma a cui si possono delegare – mantenendo il controllo – alcune attività ‘rubatempo’ della propria vita. E questo diventa particolarmente importante a fronte del grande carico di tempo e fatica psico-fisica dovuta alla somma di tante piccole azioni, decisioni, scelte da fare ogni giorno che portano via energie e tempo e che invece un agente, in grado non solo di rispondere ma anche di ‘fare’ potrebbe in parte risolvere, liberando minuti e ore destinabili ad esperienze di maggior valore. Gli italiani sono pronti a questo salto e dimostrano una grande curiosità per questo nuovo tipo di utilizzo del digitale.”

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Nota metodologica: la ricerca è stata realizzata da AstraRicerche per Amazon Italia attraverso 1.015 interviste online, con metodologia CAWI, a un campione di individui tra i 18 e i 70 anni rappresentativo della popolazione italiana per genere, età e area geografica. La rilevazione si è svolta a fine luglio 2026.

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Amazon
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Per ulteriori informazioni:

Amazon Press Office - amazon.device-ITA@omnicomprgroup.com, Giulia Agosto - giuago@amazon.it

[1] Indagine Coldiretti/Ixè, luglio 2026.

Foto generata con Meta AI

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