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INTIMIDAZIONE A GIORNALISTI, INDENNIZZI DALLA REGIONE CALABRIA
04/12/2018
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Politica
 

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(Ansa)  E' stata la voce incrinata dall'emozione di Michele Albanese, cronista del Quotidiano del Sud e collaboratore dell'ANSA, da quasi cinque anni sotto scorta, che ha raccontato la sua vita di cronista "blindato", a porre nella giusta evidenza l'importanza della proposta di legge per l' istituzione di un fondo di solidarietà a favore dei giornalisti intimiditi dai poteri criminali illustrata a Catanzaro da Sebi Romeo, capogruppo del Pd nel Consiglio regionale della Calabria. L'iniziativa legislativa - la prima del genere in Italia e che nasce in una terra, come la Calabria, sulla quale pesa il giogo della 'ndrangheta, la più potente e internazionalizzata delle mafie - ha una dotazione iniziale di 100 mila euro e risorse che potranno essere rimpinguate. Il fondo che qualifica la legge "è destinato - riporta il testo - a finanziare elargizioni a favore di giornalisti professionisti e pubblicisti vittime di intimidazioni a titolo di indennizzo dei danni subiti". Romeo ha illustrato l'articolato alla presenza, oltre che di Albanese, del presidente dell'Ordine regionale dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, e al vicesegretario nazionale della Federazione nazionale della stampa, Carlo Parisi, segretario regionale dello stesso sindacato. "La questione della libertà di stampa, come stabilisce la nostra Costituzione - ha detto Romeo -, è centrale e per questo ho pensato che fosse utile, al di là delle dichiarazioni di solidarietà, mettere a disposizione uno strumento concreto per garantire sostegno e vicinanza ai giornalisti intimiditi. Questa non è una legge manifesto, ma ha risorse cui attingere". A confermare l'utilità di un provvedimento che tutti hanno auspicato venga approvato al più presto è stata la testimonianza di Michele Albanese. "Cerco di vivere la mia condizione attuale - ha detto - con dignità, sapendo quanto è difficile, ma voglio tornare a fare il mio mestiere come mi hanno insegnato. Il progetto di legge è importante soprattutto per i colleghi più giovani che davanti alla propria macchina bruciata o a minacce di morte potrebbero decidere di mollare". Di simbolicità del testo di legge ha parlato Parisi, disegnando lo spaccato di una situazione calabrese divisa tra crisi peggiore mai vissuta dal settore ("qui - ha detto - quasi tutte le aziende hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali") e le angustie del precariato. Anche nel settore pubblico. Secondo il presidente Soluri, la proposta "è un segnale di sensibilità politica e civile, ma anche una presa d'atto, non passiva, su un problema che esiste e che, in Calabria, è reso più gravoso dalla gracilità di un settore costretto a 'sopravvivere'". 

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