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L’ufficio legale di palazzo dei Bruzi aveva già chiarito che il Comune non ha mai corrisposto né dovrà mai corrispondere a terzi somme al posto del Sindaco

Paventano il rischio di un danno erariale per allarmare l’opinione pubblica ma non leggono nemmeno i giornali. Ai consiglieri comunali d’opposizione Carlo Guccione, Damiano Covelli, Enrico Morcavallo, Bianca Rende, Alessandra Mauro, Francesca Cassano e Anna Fabiano, che hanno inviato una lettera (diffusa poi a mezzo stampa) al presidente del Consiglio comunale di Cosenza, Pierluigi Caputo e al segretario generale del Comune, Alfonso Rende, devono infatti essere sfuggite le precisazioni che l’ufficio legale del Comune ha diffuso lo scorso 12 aprile. Così sono tornati a insistere sterilmente e strumentalmente sulla vicenda dell’esecuzione mobiliare avente ad oggetto l’indennità del sindaco Mario Occhiuto. Il Comune di Cosenza, com’era stato ampiamente sottolineato, non ha mai corrisposto a terzi nessuna somma in sostituzione del Sindaco.

L’ufficio legale ha evidenziato che non vi è stata alcuna sentenza (del Tribunale, della Corte di Appello e di qualsiasi organo giurisdizionale) che ha dichiarato che il Comune di Cosenza debba pagare somme per conto di terzi.

Peraltro, ad oggi, non esiste alcuna incompatibilità, atteso che il Comune non ha erogato alcuna somma al posto del Sindaco.

Occorre quindi rimarcare i fatti perché i suddetti distratti esponenti di minoranza li tengano in conto: nel 2012 Equitalia promuove una procedura di pignoramento presso terzi, a causa di alcune cartelle non pagate, avente come debitore Mario Occhiuto e come terzo pignorato il Comune di Cosenza.

In pratica si chiede al Comune di Cosenza di pagare direttamente ad Equitalia le somme che dovrebbe dare a Mario Occhiuto; tale procedura presuppone che il terzo pignorato rilasci una dichiarazione in cui specifica le somme che dovrebbe corrispondere al debitore principale, in questo caso al Sindaco.

Equitalia, non soddisfatta dalla dichiarazione resa dal Comune di Cosenza, che aveva comunicato la presenza di altra procedura esecutiva, ha chiesto al Giudice dell’esecuzione del Tribunale di Cosenza (ovvero il “regista” dalla procedura di pignoramento presso terzi) di sospendere il procedimento principale, al fine di instaurare un ulteriore giudizio, denominato “accertamento dell’obbligo del terzo”.

Il Tribunale di Cosenza, nell’ambito di tale giudizio incidentale, il 9.1.18, aveva semplicemente accertato che il Comune di Cosenza eroga l’indennità di Sindaco a Mario Occhiuto.

Risulta quindi totalmente assurda ed inveritiera la ricostruzione di taluni, che tentano di far credere che il Comune di Cosenza debba pagare somme in sostituzione di Mario Occhiuto.

Il 10.4.2019, la Corte di Appello di Catanzaro, in sostanziale accoglimento di un motivo di appello proposto dal Comune di Cosenza, ha dichiarato che il Tribunale di Cosenza ha errato nel ritenere che il Comune di Cosenza eroghi l’indennità del Sindaco al lordo delle ritenute fiscali e contributive, modificando pertanto la sentenza del Tribunale di Cosenza sotto tale specifico aspetto.

Sempre la Corte di Appello di Catanzaro ha specificato che le questioni di pignorabilità dell’indennità di carica, della misura in cui eventualmente assegnarla al creditore procedente, della sussistenza di altri pignoramenti, vanno valutate – ai sensi dell’art.615 c.p.c. – nell’ambito di eventuale procedura esecutiva, e non già nel giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo (ovvero quello di cui alle sentenze strumentalizzate da taluni).

È stato sollevato un grande clamore per delle pronunce scontate: il Comune di Cosenza, come tutti i comuni d’Italia, eroga l’indennità di carica al proprio Sindaco.

Pertanto, nessuna somma ha mai corrisposto a terzi il Comune di Cosenza se non quelle ritualmente trattenute sulle indennità del Sindaco e se mai dovesse essere tenuto al pagamento di altre somme (ipotesi non verosimile anche in considerazione di diversa azione già avviata da Mario Occhiuto, che sostanzialmente sospende ogni procedura esecutiva in corso), le stesse troveranno capienza sia sugli importi attualmente ancora trattenuti e ritualmente accantonati sia sull’indennità di fine mandato.

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