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“Mediterranea Speranza. Storie dell’accoglienza negata ”
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Coessenza, Arci Red, Associazione GAIA (Galleria d’Arte Indipendente Autogestita) e il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università della Calabria, giovedì 18 novembre, alle ore 18.00, presso la sede dell’associazione GAIA, in via Galeazzo di Tarsia 22, presentano “Mediterranea Speranza. Storie dell’accoglienza negata ” con Francesco Piobbichi e Ibrahim Diabate, letture e riflessioni sull’accoglienza negata e sulla condizioni dei lavoratori migranti.

In mattinata, dalle ore 9.00 alle 11.00 presso l’UNICAL, Aula H3, “Teorie e politiche delle migrazioni” con la professoressa Alessandra Corrado - Corso di Laurea di Scienze Politiche.

Francesco Piobbichi è un operatore sociale del progetto MediterraneanHope, programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, da anni impegnato in frontiera che raccontata attraverso i disegni storie di migranti altrimenti dimenticate.

Da 4 anni vive a Lampedusa, dove fa parte dello staff dell’Osservatorio per le migrazioni di MediterraneanHope, è stato più volte in Marocco e ha partecipato dal Libano ai “corridoi umanitari”, quei passaggi legali e sicuri che tanto contrastano con i “viaggi della morte” nel Mediterraneo.

Il suo volume “Disegni dalla frontiera-Drawnigs from the border” raccoglie 59 tavole che narrano la frontiera con gli occhi e la matita di chi su quella frontiera ci vive. Disegni come “Mare spinato”, “In equilibrio sulla frontiera”, “Lampedusa salva vite”, “Ciao mamma, sono vivo”, “Chi salva una vita salva il mondo intero”, raccontano “la lotta viva dei dannati della terra, l’indifferenza delle torri d’avorio e l’odio dei muri che le circondano” poiché come afferma l’autore “se dobbiamo parlare di migrazioni, allora dobbiamo parlare di noi stessi e della nostra quotidianità, delle cose che ci attraversano, più che di numeri e di considerazioni astratte. Quelle non toccano la coscienza delle persone”

IbraimDiabate è un mediatore culturale che lavora con MediterraneanHope nella Piana di Gioia Tauro. Ex bracciante racconta attraverso il volume di poesie “Canti di lotta e di amore”, la condizione dei lavoratori migranti impegnati nel lavoro agricolo.

“L’idea di questo libro, ricorda Diabate, è nata nel periodo durante il quale ho vissuto nel ghetto di Taurianova, nel 2010-2011, quando anche io in prima persona sono stato sfruttato come bracciante. Era uno sfogo, anzi tutto, per me, scrivere e riconnettermi, attraverso la poesia che mi accompagna da sempre, nella mia vita, con l’Africa.

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