La Procura della Repubblica di Crotone notifica la chiusura delle indagini per inquinamento e gestione illecita di rifiuti: sei gli indagati.
Quanto esposto avviene nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito
CATANZARO 29 aprile 2026 – Il contrasto ai reati ambientali e la tutela del territorio si confermano al centro dell'agenda dell’Arma dei Carabinieri e dell’Autorità Giudiziaria. In un contesto normativo sempre più stringente, l’azione di monitoraggio e repressione dei danni all'ecosistema rappresenta un pilastro fondamentale per garantire la salute pubblica e la legalità. Proprio in quest'ottica di fermezza istituzionale, si registra un’importante accelerazione giudiziaria sul fronte locale.
La Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal dott. Domenico GUARASCIO, ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di sei persone, accusate a vario titolo di inquinamento ambientale e gestione illecita di rifiuti. Le indagini, condotte dal Nucleo Carabinieri Forestale di Sersale attraverso articolate attività tecniche e investigative, hanno consentito di ricostruire una filiera di smaltimento irregolare, facendo emergere la presenza di un’area utilizzata come discarica abusiva, all’interno della quale sarebbero stati conferiti rifiuti sia pericolosi sia non pericolosi, con conseguente compromissione dell’integrità ambientale del territorio di Petronà.
In questi giorni sono state notificate agli interessati le "Conclusioni delle indagini preliminari" (ex art. 415-bis c.p.p.), atto che precede solitamente la richiesta di processo e permette alla difesa di visionare gli atti o presentare memorie.
L'operazione odierna si inserisce nel più ampio quadro di attività di contrasto ai reati contro il patrimonio naturale. L'obiettivo delle autorità resta quello di sradicare pratiche di smaltimento selvaggio che, oltre a danneggiare il suolo e le falde, minano la bellezza paesaggistica della zona. Il procedimento seguirà ora il suo corso nelle aule del tribunale, dove le accuse dovranno trovare riscontro nel contraddittorio tra le parti.