Da alcuni giorni è disponibile la visione sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete di un reportage a cura del Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria sul tema “Le mani sulla Città: quale futuro per i presidi culturali?”. Il servizio fa parte di una serie di appuntamenti, organizzati dal sodalizio culturale reggino, tale “Avviso ai Naviganti”, contenitore di comunicati, notizie, momenti di riflessione su vari aspetti del territorio. Il nuovo approfondimento proposto dal sodalizio culturale reggino pone una nuova serie di riflessioni e/o quesiti dopo quelli analizzati in precedenza come lo status attuale di alcuni dei presidi culturali presenti in Città, quali la Biblioteca “Pietro De Nava” e l’Archivio storico del Comune di Reggio Calabria ed il consequenziale impatto sul sociale. Ora il sodalizio culturale reggino rivolge la sua attenzione sul destino e il trasferimento in sede da stabilirsi della Soprintendenza Archivistica della Calabria e dell’Archivio di Stato della Città dello Stretto. “Le mani sulla città” è un manifesto cinematografico d’inchiesta, realizzato nel 1963 da Francesco Rosi, dove speculazione edilizia, malapolitica si intrecciano in una ragnatela asfissiante e senza scrupoli nei confronti di tutto e di tutti. Un meccanismo ben oleato che alla fine viene portato alla luce e accende i riflettori sui vari tornaconti e convergenze tra morale e politica, estromettendo così i sacri principi della democrazia, della collettività e dei suoi interessi. “Le mani sulla città” è anche un modo per privare il territorio delle infrastrutture della pubblica amministrazione, dei servizi pubblici, sociali, welfare ed altre “eroiche azioni” che si sono susseguite con lo scorrere del tempo e le cui lancette sul quadrante della storia registrano anche l’opera di impoverimento dei presidi culturali. Come denunciato in precedenza, dopo la Biblioteca “Pietro De Nava” e l’Archivio Storico del Comune, ora, purtroppo è la volta del futuro, molto incerto, che riguarda il trasferimento, in sede da stabilirsi, della Soprintendenza Archivistica della Calabria e dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria. Nonostante l'importanza sia storica che culturale tra non molto, visto i silenzi e le non risposte, l’Archivio di Stato di Reggio Calabria dovrà sgomberare i locali di via Lia Casalotto con il suo ricco patrimonio documentale in virtù delle non risposte da parte degli enti territoriali per ottenere una nuova sede, tra le quali si registra anche il tentativo fallito per ottenere i locali del “Girasole”, struttura posta nella zona sud della città. Il tempo stringe e le certezze scarseggiano mentre in campagna elettorale si discute di utopie progettuali, si lanciano slogan sanfedisti ed altri capi massa spuntano all’orizzonte. La conversazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, è disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete.