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Il Sindaco Franz Caruso interviene sulla libertà di manifestare il proprio dissenso
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A proposito dei provvedimenti adottati nei confronti di alcuni attivisti

“La libertà di manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantita, reca in sé, come diretta conseguenza, che anche la libertà di esprimere il proprio dissenso goda della medesima tutela”.

Ad affermarlo è il Sindaco di Cosenza, Franz Caruso, a proposito delle sanzioni pecuniarie comminate ad alcuni attivisti che nel luglio scorso diedero vita, nelle strade del centro storico ad una manifestazione tesa a richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle situazioni di degrado presenti nella città antica.

 “All'epoca dei fatti – sottolinea Franz Caruso – non ero ancora Sindaco della città e potrei, proprio per questo, disconoscere i particolari dell'iniziativa degli attivisti del comitato “Sesto senso di marcia”. Mi sembra, però, dalle notizie che apprendo dalla stampa, che si sia trattato di una manifestazione pacifica e priva di conseguenze, sia per l'ordine pubblico che per la pubblica incolumità. Nel pieno rispetto delle decisioni assunte dalle autorità preposte e nella convinzione che la giustizia debba fare il suo corso – ha affermato inoltre il Sindaco Franz Caruso – non posso fare a meno di esprimere una posizione di garanzia a favore della libertà di manifestazione del pensiero e quindi anche di quella tesa ad esprimere il proprio dissenso. In una società democratica come la nostra sarebbe impensabile censurare aprioristicamente i contributi alla discussione ed alla riflessione, soprattutto quando, come nel caso specifico, siano finalizzati a richiamare pacificamente l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni su questioni e problematiche che riguardano aree degradate e bisognevoli di interventi. Peraltro, per come rappresentati, non mi pare che i fatti del luglio scorso possano in qualche modo integrare ipotesi di reato. Auspico, pertanto, che vi sia la volontà degli organi preposti a riconsiderare i comportamenti degli attivisti e a rivedere i provvedimenti adottati nei loro confronti”.

 

 

 

 

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